Per i boss mafiosi siciliani "a Palermo devono tremare tutti". Paolo Masaracchia, capomafia di Palazzo Adriano, insieme al suo braccio destro Vincenzo Pellitteri progettava una stagione di fuoco. Ecco quanto ha ricostruito "LiveSicilia" mettendo insieme le intercettazioni:

Perché, diceva Masaracchia, “tutti gli accordi che c'erano, non ci sono più… che le persone sono morte tutte…”. E Pellitteri incalzava: “… ma sono convinto, fratè, una volta da questa parte, una volta da quella parte… una volta al centro, una volta qua… nel raggio di qualche annetto… devono succedere cose gruosse… che qualcuno deve cadere in qualche cantoniera”. Masaracchia rincarava la dose: “… sminchiando a questo… sminchiando a questo, non puoi sapere tu… quanto cresci… tu non te lo puoi immaginare… perché quando quelli stiddiatura (quella della Stidda. ndr) sminchiarono a quello…a Levatino (si riferiscono all'omicidio del giudice Rosario Livatino, ndr)… ".

Una situazione che ha radici profonde: "Dovevano essere loro a prendere in mano la situazione “minchia tutti i pentiti sono a Palermo… devono tremare tutti… dobbiamo toccare questi Comuni…e dobbiamo bussare… quanto stonano tutti questi carabinieri… devono stonare… Corleone con tutte cose, facciamo qua dobbiamo cercare imprese, dobbiamo cercare sindaci, dobbiamo cercare vice sindaci… hai capito che cosa dobbiamo organizzare? In una nottata, ascolta a me, siamo tanti, e in una nottata, chi da una parte, chi da un’altra parte, chi da un’altra parte deve succedere il terremoto la mattina…”.

E ancora: "Il terremoto è quello che ha colpito il mandamento mafioso di Corleone con una raffica di arresti, eseguiti nei mesi scorsi dai carabinieri del Gruppo di Monreale su ordine del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Sergio Demontis, Caterina Malagoli e Gaspare Spedale. Sono finiti tutti in cella. Il processo è ormai alle battute finali".