È morto all’età di 91 anni Enzo Arena, uno dei più celebri piloti siciliani dagli Anni ’50 ai ’70 che, assieme al preside volante Nino Vaccarella e al barone Antonio Pucci, animarono il mondo delle competizioni nell’Isola e nel resto dell’Europa, dimostrando come i gentleman driver di quella generazione potessero ottenere risultati paragonabili, se non migliori, rispetto ai piloti professionisti.

Nato a Catania da una famiglia agiata, Vincenzo ‘Enzo’ Arena curiosamente ha sfiorato più volte il consolidamento della sua attività agonistica all’interno di grandi team, come quelli della Ford Cobra di Caroll Shelby (il manager ex pilota che portò l’Ovale Blue a vincere alla 24 Ore di Le Mans), ma anche dell’Abarth e della Porsche.

Fondatore assieme ad altri appassionati della Scuderia Etna, Arena si mise in luce negli Anni ’50 proprio nelle gare isolane, prima con Fiat elaborate e poi (è il 1958) con un’ Abarth 750 GT Zagato con cui coglie vittorie di classe a Siracusa, a Palermo, Messina, in Calabria ed un terzo posto al Giro di Sicilia.

Nel 1959 le Abarth – per adeguarsi al regolamento CSAI diventano delle 700 cc – e Arena ne acquista con cui arriva secondo assoluto alla 12 ore di Monza (dietro i vincitori Zagato – Poltronieri) e vince alla Trapani – Erice, alla Coppa Nissena, alla Siracusa – Avola ed a Cosenza. Nel 1960 prosegue la serie positiva sull’Etna, seguita da vittorie in Calabria e nelle varie gare siciliane, comprese quelle del nuovo autodromo di Pergusa.

Nel 1961 passa alla Giulietta SZ e in coppia con Vito Coco vince la classe alla Targa Florio e arriva al 7 posto assoluto. Nel 1962, il 6 maggio, la stessa coppia sulla stessa vettura, giunge seconda. Il 1962 è l’anno dell’ingaggio ufficiale in Abarth. Nel 1962 scende in pista alla Targa Florio con la Simca Abarth 1300 ufficiale in coppia con Ada Pace – ma deve ritirarsi per un guasto – ma si rifà immediatamente con la Fiat Abarth 1000 ufficiale primo al circuito di Hockenheim, risultato ripetuto subito dopo ali’Avus di Berlino ed ancora in Austria a Rossfeld.

Per il gentleman driver catanese la parentesi all’Abarth gli schiude una inaspettata ‘chiamata’ dagli Stati Uniti come pilota ufficiale della Ford nel 1964. Debutta nella Targa Florio, assieme all’amico Vito Coco, sulla poderosa Cobra di 4,7 litri. I suoi compagni del team si chiamano Phil Hill, Willy Mairesse, Dan Gurney e Masten Gregory. L’auto è difficilissima da dominare ma Arena resiste fino al 7mo giro, precedendo nei tempi Hill che si ritireà all’ottavo e la coppia Gurney – Grant, con l’unica auto che completerà i 10 giri di gara, classificandosi all’ottavo posto alle spalle del primo assoluto Antonio Pucci in coppia con Davis su Porsche.

Qualche mese più tardi durante la 1000 km del Nuerburgring Arena esce gravemente ferito dopo un’uscita di strada della sua Cobra. La ripresa è lunga ma il pilota catanese nel 1965, Enzo è ancora in pista sulla Ford Cortina Lotus Con cui ottiene sette vittorie fra le quali il Circuito di Pergusa e la classicissima Bologna – Raticosa.

Dopo la sua quinta partecipazione alla Targa Florio di quell’anno (con un’Alfa Romeo TZ. 1) nel 1966 viene chiamato dalla Porsche a fare coppia con Antonio Pucci e ottiene un terzo posto assoluto, sulla 906 Carrera, dietro i compagni Mairesse – Muller su Porsche e gli avversari Baghetti – Guichet su Ferrari 3000. Raccoglie ancora allori nelle cronoscalate dell’Etna, la Bologna – Raticosa e la Corsa del Monte Pellegrino a Palermo.

Nel 1967, alla guida di un’Alfa Romeo GTA, è primo di classe e secondo assoluto sul traguardo della ‘sua’ cronoscalata dell’Etna, a soli 4 secondi dal vincitore Spartaco Dini, prestazione che precede il suo ritiro dalle competizioni.

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