Un episodio sicuramente destinato a far discutere. In un cinema di Torino, una famiglia di marocchini era intenta a scambiarsi degli sms durante la proiezione di un film. Fin qui niente di strano, se non fosse che il gestore ha interrotto la proiezione e ha chiamato i carabinieri. Di preciso è accaduto nella multisala "The Space" in occasione di "Passengers". Protagonisti una coppia marocchina con la figlia e il suo fidanzato, questi ultimi sordomuti. Il fatto che i ragazzi comunicassero tra loro a gesti ha contribuito a diffondere la paura.

"Volevamo solo divertirci un po', mia figlia ci aveva regalato i biglietti. Abbiamo dovuto sederci distanti uno dall'altra perché la sala era piena. Quando è arrivata una scena di nudo, mia figlia ha cominciato a mandare messaggi per la vergogna scusandosi con me e mio marito, ma io le ho detto di stare tranquilla. Tutto qui", raccontano i protagonisti ai giornali locali. "Sono situazioni che dimostrano intolleranza e la poca informazione, anche se si può capire la paura della gente", commenta Mohamed Jamoul, musulmano, esponente marocchino della Consulta giovanile del Consiglio regionale del Piemonte.

"Oggi può spaventare anche solo un foulard sulla testa, come aveva la signora, o il semplice fatto che uno sia di cultura araba. La cosa importante per vincere questa sfida storica è promuovere il dialogo e la conoscenza dell'altro. E la stampa dovrebbe aiutare questo percorso, non fomentare le tensioni e i pregiudizi, perché così non si andrà da nessuna parte, e non si cambierà la storia", continua Jamoul. Gli fa eco Younis Tawfik, scrittore musulmano iracheno ed esponente di spicco del mondo intellettuale straniero residente a Torino: "Bisogna stare molto attenti a non fomentare l'odio tra le culture perché è quello che vogliono i terroristi. Bisogna lavorare sulla conoscenza del diverso, sulla cultura e sull'integrazione, ma neppure sottovalutare il problema perché è reale, io stesso se vedo qualcuno accanto a me con la barba lunga, il fare sospetto, ho paura. È la collettività tutta che deve armarsi di conoscenza e collaborazione".