PALERMO. L’arte che diventa bene comune, le istituzioni chiamate a sostenere il talento, i musei che custodiscono il passato e lo interrogano con le domande del presente. Il “Cantiere” del RISO ha attraversato linguaggi ed esperienze, messo intorno allo stesso tavolo artisti, registi, studiosi e direttori di museo. Ora arriva alla domanda che tiene insieme tutto il percorso: quale posto occupa la cultura nella vita delle persone? Che spazio ha la creatività nella società di oggi e come può essere alimentata nell’individuo? Quali sono le condizioni perché cresca la partecipazione all’offerta culturale? A confrontarsi saranno lo scrittore e psicanalista Massimo Ammaniti e il mecenate e creatore di Fiumara d’arte Antonio Presti, protagonisti dell’ultimo appuntamento di “Cantiere Cultura e del Contemporaneo”, venerdì 2 ottobre alle 18 al RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. Discuteranno di “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione, partecipazione e responsabilità sociale”, sollecitati da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Due esperienze distanti che trovano un terreno comune nell’attenzione alla persona, ai suoi bisogni, al rapporto con gli altri. Da una parte lo sguardo di Ammaniti sulle relazioni e sulla crescita; dall’altra il lavoro di Presti che ha portato l’arte nel paesaggio e nelle periferie, da Fiumara d’Arte a Librino, facendo della bellezza un’occasione di incontro e partecipazione. Il loro dialogo toccherà il legame tra la dimensione più intima dell’esistenza e quella collettiva: come rendere la cultura accessibile, come coinvolgere chi ne resta ai margini, quale responsabilità assume chi produce arte nei confronti della comunità.
È qui che il percorso del “Cantiere” trova il suo approdo. Accedere alla cultura significa poterla incontrare, comprenderla, riconoscervi qualcosa di sé, contribuire a darle forma. Una possibilità che chiama in causa artisti e istituzioni, ma anche scuole, famiglie e cittadini. Innovazione, partecipazione e responsabilità sociale diventano scelte concrete: riguardano i luoghi in cui l’arte arriva, le persone che riesce a coinvolgere, i legami che può costruire.
Questo “laboratorio pubblico di pensiero” si è aperto il 14 marzo scorso con un dialogo tra Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore, con lo storico dell’arte Gabriele Simongini sull’arte al servizio della comunità e sulla creatività come bene comune. Il 17 aprile, Alessia Cellitti, Andrea Cusumano e Adriana Polveroni, moderati da Guido Talarico, hanno affrontato le dinamiche dell’arte contemporanea, il sostegno pubblico e il ruolo delle istituzioni nell’accompagnare le nuove generazioni creative. Il 12 giugno, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma, si sono confrontati con Cesare Biasini Selvaggi sul rapporto tra memoria e contemporaneità, tutela e innovazione: il patrimonio del passato come materia viva per comprendere il nostro tempo. Ideato da Roberto Grossi e curato con Evelina De Castro, direttore del Museo RISO, il progetto è promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO, prodotto e realizzato da Globart, in collaborazione con CoopCulture, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti.
RISO, Museo d’arte Moderna e Contemporanea
PALERMO | Palazzo Riso |corso Vittorio Emanuele 365
