Foto di Carlo GiuntaProprio recentemente è stato confermato come la dieta mediterranea sia la migliore al mondo, un vero toccasana per la salute e per la propria forma fisica. Ecco cui una lista delle novità 2014 in fatto di alimentazione.

Secondo un’analisi portata avanti dalla Mayo Clinic, la pancetta sarà anche sexy ma non è affatto sana. È stato confermato infatti il legame tra girovita e malattie croniche quali diabete, ipercolesterolemia e malattia dell’apparato cardiocircolatorio. Dunque nelle novità del 2014 in fatto di alimentazione c’è sicuramente “stringere la cinghia”: lo facciamo già per il portafoglio, facciamolo anche per la salute; bastano pochi centimetri per barattare qualche anno di vita in più.

Ma la notizia più nuova in fatto di salute è sicuramente quella relativa alla normativa europea in fatto di etichette dei prodotti che acquistiamo al supermercato, anche sfusi. Non soltanto ora sarà chiara la differenza tra grassi saturi e insaturi, tra zuccheri semplici e complessi, ma conosceremo esattamente quali ‘grassi vegetali’ si trovano nella nostra spesa: dall’olio alle insalate confezionate.

Ve lo ricordate? All’inizio di quest’anno avevamo scoperto che il caffè: fa bene.
Uno studio pubblicato su Nature Science ha infatti stabilito come, somministrando caffeina in pillole ai soggetti presi in esame, questi erano in grado di ricordare meglio le immagini che gli venivano sottoposte, rispetto a coloro che avevano assunto solo un placebo.

Una conferma è poi arrivata dalla relazione presentata da Alzheimer Europa che ha dichiarato come bastino dalle 3 alle 5 tazzine di caffè al giorno per diminuire di un buon 20% il rischio di contrarre la malattia neurologica che ogni anno affligge ben 60mila italiani.

Ma novità sono giunte anche sul fronte delle diete ‘fai da te’; da quelle più famose che occupano le copertine delle riviste patinate, a quelle consigliate dall’amica che l’ha trovata su Internet. Che sia Atkins, Weight Watchers o ‘a Zone’ non importa: la dieta è efficace solo se piace. Ciò che conta dunque è voler dare una regolata al proprio mangiare, con un occhio verso la quantità, un altro all’etichetta e un altro ai metodi di cottura dei cibi.

E dopo la diatriba carboidrati sì o carboidrati no, ecco un altro mito in via d’estinzione: i grassi dei formaggi fanno bene o fanno male? Secondo una ricerca svedese realizzata nell’arco di ben 14 anni, i grassi presenti nei latticini aiuterebbero a tenere lontano il diabete di tipo 2. Di un buon 23%.

Rispetto agli altri grassi di origine animale, i formaggi leggeri fanno dunque bene; ma attenzione: per leggeri non si intende light bensì quelli freschi, come la mozzarella e alimenti prebiotici come lo yogurt, perché i formaggi ‘light’ invece non provocherebbero alcun effetto benefico. Questo secondo quanto provato sui 23mila che si sono offerti volontari.

Una novità arriva anche dagli acidi grassi Omega 3. I tanto rinomati amici del cuore aiuterebbero infatti anche a rallentare l’invecchiamento neuronale, almeno secondo quanto provato dagli studiosi americani dell’Università del South Dakota.

Secondo gli israeliani invece, il pesce, ovvero l’alimento che più contiene queste molecole benefiche, aiuterebbe non solo a tenere a bada colesterolo e malumori ma anche la voglia di nicotina; coloro che sono stati sottoposti allo studio hanno infatti consumato una media di due sigarette al giorno rispetto a chi salmone, aringhe e sgombri non li aveva mai toccati.

Di conseguenza, non si poteva che giungere alla destinazione finale: la carne allora fa male? Secondo alcun ricercatori giapponesi sì; confinarla dalla propria dieta significa mettersi al riparo dall’ipertensione. Una dieta vegetariana è infatti positivamente efficace sul cuore, in un quantitativo pari alla metà degli effetti benefici provocati dai farmaci volti a ridurre la pressione sistolica.

E non è finita qui, perché quest’anno abbiamo scoperto qualcosa in più anche sulle verdure crocifere. Il sulforafano contenuto nelle inflorescenze di broccolo, sembrerebbe infatti in grado di alleviare i sintomi dell’autismo, una patologia del comportamento.

Dopo i polifenoli presenti nel caffè, è il turno di altri antiossidanti: i flavanoli contenuti nel cacao. Sembra infatti che la cioccolata possa aiutare con i problemi di memoria, ma solo se ingerita in grandi quantità o in formato bevanda naturale. Secondo i ricercatori della Università della Columbia, basterebbe una cura intensiva di 3 mesi per avere un cervello più giovane di 20 anni.

 Autore | Enrica Bartalotta

Foto di Carlo Giunta.