Recm1201-300x231Ormai ci sono pochi dubbi: tutti i centri di calcolo concordano sull’ipotesi che nel weekend l’Italia centro/meridionale possa essere colpita da una violenta perturbazione Afro/Mediterraneadai connotati ciclonici che possiamo definire a tutti gli effetti “super” per l’entità dei venti e soprattutto delle abbondanti precipitazioni che potranno interessare molte Regioni del nostro Paese tra sabato,domenica lunedì 2 dicembre. Dopo il grande freddo di questi giorni, infatti, un nuovo affondo freddo proveniente da nord/est piomberà nel Mediterraneo centro/occidentale tra venerdì 29 e sabato 30 novembre, provocando poi unavoragine barica proprio tra il Sud Italia e il nrod Africa.
La risalita di masse d’aria calde dal deserto del Sahara innescherà inevitabilmente una poderosa ciclogenesi che probabilmente si verificherà nel mar Jonio, proprio sottocosta a Calabria e Sicilia, nel corso del fine settimana. Ne scaturirà una violenta ondata di maltempo che, come possiamo osservare nelle mappe a corredo dell’articolo, colpirà l’Italia nei primissimi giorni di dicembre provocando precipitazioni davvero abbondanti ed estreme su gran parte del Sud, quel Sud già duramente provato dal forte maltempo delle ultime settimane. La situazione è preoccupante, anche se – come abbiamo sempre ribadito – non è possibile fare previsioni meteo talmente tanto precise da individuare dove e quando si potranno verificare alluvioni-lampo come quella che lunedì scorso ha devastato la Sardegna provocando morte e distruzione, a maggior ragione con 4-5 giorni d’anticipo.
Dopotutto si può intuire in modo preciso quali sono le situazioni ad alto rischio, e quella che si prospetta per il prossimo weekend è senza ombra di dubbio una di queste, almeno stando agli aggiornamenti attuali. Ci auguriamo che nei prossimi giorni le mappe meteorologiche smorzino l’entità del peggioramento, che in un momento del genere potrebbe avere conseguenze devastanti sul territorio italiano: ricordiamo, infatti, che la tanta neve caduta in queste ore sull’Appennino rischierebbe di sciogliersi rapidamente, in poche ore, andando ulteriormente ad alimentare i corsi d’acqua che all’improvviso andrebbero a riempirsi non solo della piogge – copiosa – che verrà, ma anche di quella di queste ore che però li sta risparmiando perchè cade al suolo sottoforma di fiocchi soffici, innocui e solidi.
Il rischio di pesanti fenomeni di dissesto idrogeologico (esondazioni, frane e smottamenti) è elevatissimo, proprio adesso che i geologi stanno provando a divulgare nel modo migliore possibile la cultura della prevenzione che ovviamente non può essere una medicina immediata in un Paese che ormai da molti decenni, e forse da sempre, è stato sempre carente e ha preferito curarsi le ferite dopo i disastri anzichè fare il possibile per limitarne gli effetti prima che si verificassero.
Dovremo aspettare altre calamità prima di capirlo una volta per tutte?

Continuate a seguire gli aggiornamenti meteo su http://www.meteoweb.eu/

Peppe Caridi