Lunedì scorso Mevlut Mert Altıntas, un poliziotto attivo nelle unità antisommossa di Ankara e in passato anche tra gli agenti di sicurezza del presidente turco Erdogan, entra alla mostra fotografica di Ankara usando il suo tesserino di polizia, anche se non era in servizio. Mentre in sala parla l’ambasciatore russo in Turchia, Andrej Karlov, il killer 22enne si aggira nervosamente alle sue spalle. Si aggiusta la giacca, si tocca più volte il viso, si guarda intorno.

IL PRIMO VIDEO CON IMMAGINI MOLTO FORTI

Dopo qualche istante, dalla sua giacca il giovane estrae una pistola, punta l’arma e spara. Almeno otto colpi colpiscono alle spalle il 62enne ambasciatore. Il video si interrompe. Karlov cade al suolo, verrà trasportato in ospedale dove morirà in seguito alle ferite riportate. Il killer, invece, verrà ucciso dalle forze speciali, non prima di aver gridato "non dimenticatevi di Aleppo e della Siria, Dio è grande. Voi ci uccidete ad Aleppo, e voi morite qui". Le indagini, fino a questo momento, farebbero pensare che si tratti di un cosiddetto "lupo solitario".

IL VIDEO (ATTENZIONE: ANCHE IN QUESTO CASO LE IMMAGINI SONO MOLTO FORTI):