Tre panettoni speciali, realizzati da tre ambasciatori messinesi del gusto. Salato, dolce e acido. Questi gli esperimenti di Francesco Arena, Lillo Freni e Pasquale Caliri, che hanno creato i panettoni per sostenere il centro clinico Nemo Sud, gestito dalla fondazione Aurora Onlus, che si occupa di ricerca e assistenza per pazienti affetti da malattie neuromuscolari.

Gli chef hanno messo le mani in pasta, rappresentando tre anime diverse, tre modi di intendere il tipico dolce natalizio. Le creazioni sono custodite in un cofanetto di legno, prodotto ad Alcamo, e chiuse dentro un vetro. I panettoni sono preparati con la tecnica del vaso in cottura, che consente ai lievitati di mantenere a lungo le stesse caratteristiche, profumi e consistenza, come se fossero appena sfornati. Le scatole sono numerate e in edizione limitata.

Il “panettone dell’orto” di Francesco Arena è una versione salta del celebre dolce. “Rum & Pera” per Lillo Freni, con note di cioccolato. La versione “Acida” di chef Caliri è “Lampi di lampone”, golosa interpretazione allo zafferano e cioccolato ai frutti di bosco.

“Siamo tre colleghi, ma prima di tutto tre amici – spiega Pasquale Caliri – ognuno con personalità diverse, ma ci armonizziamo benissimo insieme. Abbiamo pensato di fare tre panettoni che rispecchiano lati delle nostre identità: Francesco Arena quello salato, con le ‘identità dell’orto’, il pastry chef Lillo Freni uno dolce e il mio che definisco acido, preparato con zafferano, fave di cacao e lampone”.

Massa di cacao, pere spinelle dell’Etna e rum sono gli ingredienti usati da Lillo Freni: “Siamo molto contenti di sostenere questa campagna a favore di Nemo, attraverso la quale riusciamo ad esprimere noi stessi e la nostra creatività”.

“La solidarietà è vita e noi produciamo cibo che è la fonte principale di essa – aggiunge Francesco Arena, bakery chef-“. Arena ha ideato un panettone salato con verdure disidratate, peperoni rossi, gialli, melanzane, pomodori secchi, mandorle e capperi canditi. “Abbiamo voluto sposare subito la beneficenza – spiega – perché sappiamo quanto è utile il lavoro svolto da Nemo, la a qualità e l’attenzione con la quale aiuta e assiste i suoi pazienti”.