Ancora un attentato, ancora morte e distruzione. Almeno 13 persone sono state uccise e oltre 10 sono rimaste ferite nell'attacco di oggi contro l'hotel Dayah di Mogadiscio, in Somalia. L'attacco non è stato rivendicato in modo diretto, ma la radio somala Andalus, legata al gruppo terroristico al-Shabaab, ne ha dato notizia. Come ha spiegato un alto funzionario di polizia, Mohamed Hussein, degli uomini armati hanno fatto irruzione nell'hotel dopo l'esplosione di un'autobomba davanti al cancello dell'edificio. In quel momento nell'hotel c'erano decine di persone, inclusi alcuni parlamentari. 

I sopravvissuti hanno raccontato le scene caotiche seguite all'irruzione nell'albergo, molto frequentato da funzionari governativi e da politici. Gli ospiti hanno cercato scampo nascondendosi sotto ai letti, mentre altri sono saltati dalle finestre dell'edificio di quattro piani. Un capotribù ha detto che gli assalitori "buttavano giù le porte delle stanze a calci e, facendo finta di essere squadre di soccorso, dicevano alle persone di uscire per poi ucciderle". Anche due capitribù figurerebbero tra le vittime.

Secondo Hussein, decine di persone, compresi deputati, si trovavano nell'hotel al momento dell'attacco, cominciato con l'esplosione di un'autobomba all'ingresso. Un incendio è scoppiato in un vicino centro commerciale. Al Shabaab spesso prende di mira hotel nella capitale somala. A giugno ad essere colpito era stato il Nasa-Hablod hotel con un bilancio di 14 morti. Due settimane prima all'Ambassador hotel erano state uccise 15 persone, tra cui due parlamentari.