Il gigantesco caso di assenteismo ad Acireale è un vero e proprio terremoto mediatico. Sono 62 le persone iscritte nel registro degli indagati e per alcuni di loro il Gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare. La polizia in queste ore sta notificando i provvedimenti ai "dipendenti dello scandalo". Tre ai domiciliari, 12 sottoposti all'obbligo di firma.

I dipendenti dell'amministrazione comunale di Acireale sono accusati di truffa ai danni di ente pubblico e di falsa attestazione di presenza in servizio sul luogo di lavoro, attraverso l'utilizzo illecito dei badge personali che venivano "strisciati" da dipendenti compiacenti e in accordo tra loro. Sono stati inchiodati dalle telecamere piazzate dalla polizia.

L'indagine ha preso vita il 26 febbraio 2015 e si è bruscamente interrotta il 13 marzo successivo, quando uno dei dipendenti indagati, prima di effettuare la strisciata di routine, guardandosi intorno con attenzione allo scopo di verificare di non essere osservato, ha notato la presenza della telecamera, nonostante fosse ben occultata.

L'uomo l’ha immediatamente danneggiata, rendendola inutilizzabile. Nonostante il breve arco cronologico dell'indagine, ad ogni modo è emersa una situazione di diffusa illegalità che ha riguardato poco meno di un quarto dei dipendenti comunali in servizio presso gli uffici oggetto di indagine.

Il giornale "L'Urlo" riporta i nomi delle persone coinvolte con le relative misure disposte dal Tribunale.