Oggi è venerdì 17: molti di voi avranno già notato la data, soprattutto i più superstiziosi, mentre per altri è passata del tutto inosservata. Qualora rientrate nel primo gruppo, non temete: sono davvero tanti gli italiani che temono determinati giorni del calendario. La paura del numero 17 si chiama tecnicamente eptacaidecafobia ed è una cosa che ci riguarda da vicino: nei paesi anglosassoni, infatti, il giorno più temuto è venerdì 13. Come di consueto, in occasione di questa "funesta" ricorrenza, il Cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, ha organizzato la sua tradizionale "Giornata anti-superstizione".

Se anche questo non riesce a confortarvi, vi proponiamo i 17 modi semiseri per scongiurare l'ansia da venerdì 17 suggeriti da Adn Kronos.

17 – Ricordate un avvenimento piacevole avvenuto in questo giorno: un matrimonio, una laurea, una nascita.

16 – Tenete a mente quello che, con ironia, diceva Benedetto Croce: "Non credo alla jella, perché credere alla jella porta jella".

15 – Ma non dimenticate neanche la frase di Eduardo De Filippo, secondo cui "essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male".

14 – Telefonate a un amico nato di venerdì 17 e, parlandoci, vi accorgerete che non ha nulla che non va più di quanto non accada ad altri.

13 – Fata affidamento al pragmatismo di un vicino di casa per il quale "è solo un giorno come un altro".

12 – C'è sempre qualcuno che ha preso il suo unico 30 ad un esame all'università in un venerdì 17. Trovatelo, vi conforterà.

11 – Provate a mettervi davanti al civico 17 di una strada qualsiasi e vi accorgerete che chi entra ed esce da là ha una vita soddisfacente, impegnativa o difficile come chiunque altro.

10 – Se avete un singhiozzo fastidioso, cantate la filastrocca "singhiozzo, mio singhiozzo, vai nell’acqua che c'è nel pozzo" accompagnata da 17 sorsi e vedrete che passerà.

9 – Come suggerito dal Cicap, fate 'attraversare' il vostro profilo Facebook da un gatto nero: arriverà la mezzanotte e tutto sarà andato come sempre.

8 – Se vivete in Francia – e avete un problema – è il numero (telefonico) che vi salverà: con il 17, infatti, si chiama la gendarmerie.

7 – Quando qualcuno vi dirà che nell'antica Roma era consuetudine incidere sulle pietre funerarie la parola 'VIXI' ('sono vissuto') – il cui anagramma è proprio 'XVII' – ricordategli che 'Roma' allo specchio diventa 'Amor'.

6 – Ci sono giocatori di calcio – come Damiano Tommasi – che indossano da una vita il 17 sulla maglia e segnano ancora, divertendosi e facendo divertire.

5 – E ci sono cantanti che hanno chiamato 'Venerdì 17' un loro album per ricordare che, proprio quel giorno, un precedente CD ('Controcultura') aveva guadagnato la prima posizione in classifica. Chiedere a Fabri Fibra.

4 – In alcuni Paesi dell'Asia orientale esiste la tetrafobia, ovvero la paura del numero 4. Se questo non vi tocca, allora, non siate discriminatori: lasciate in pace il povero 17.

3 – Se non vi bastano questi metodi, non resta che appellarsi agli ultimi due.

2 – Semplicemente, non credeteci.

1 – Anche perché, come insegna la legge di Murphy: "Se qualcosa può andar male, lo farà". Indipendentemente dal venerdì 17.