PALERMO – Tasca d’Almerita, una delle aziende vitivinicole più importanti della Sicilia occidentale, prova a espandersi guardando alle falde dell’Etna. La ditta, che ha sede a Palermo, ha infatti emesso un minibond da 3 milioni di euro per avviare un progetto di espansione internazionale valorizzando quelle che sono le caratteristiche principali della produzione prettamente siciliana. L’azienda, che è attiva dal 1830 e vanta dunque la bellezza di 187 anni d’esperienza nella produzione e nella vendita di vini, per questo compito si è affidata a Iccrea BancaImpresa.

Tasca d’Almerita e l’espansione

Tasca d’Almerita, peraltro, tra il 2010 e il 2017 ha visto crescere il proprio fatturato del 34%. Una quota certamente invidiabile. Come si apprende dall’agenzia Ansa, “queste risorse serviranno per supportare l’espansione internazionale e valorizzare ulteriormente il nostro progetto sull’Etna, una delle nuove tenute di riferimento della azienda, con i vini a denominazione Doc Etna, considerata oggi una delle aree di maggiore interesse per il mercato internazionale“, ha dichiarato Alberto Tasca, amministratore delegato dell’impresa. L’emissione è la ventesima operazione di minibond sottoscritta dalla banca corporate del Gruppo bancario Iccrea.

La lunga vita di Tasca d’Almerita

Alla tenuta storica dell’azienda, Regaleali, negli anni si sono aggiunte Capofaro a Salina nell’arcipelago delle Eolie, Tascante sull’Etna, Whitaker a Mozia in provincia di Trapani e Sallier de La Tour nella Doc Monreale, attraverso un preciso progetto di valorizzazione delle varietà autoctone e dei territori a maggiore vocazione vitivinicola. La più grande sfida – spiegano dall’azienda – adesso è “quella di preservare questi luoghi per lasciare ai nostri figli un ambiente migliore, con un’attenzione costante alla salvaguardia di ogni singolo ecosistema”. Nel frattempo si guarda all’ambizione di un’espansione di livello internazionale. E proprio per questo si stanno muovendo dei passi in maniera concreta.

Uno dei prodotti più nobili – molto apprezzato da chi scrive – è il Rosso del Conte, nato nel 1970. Alle origini un Perricone e un Nero d’Avola, viene coltivato ad alberello nella vigna San Lucio. La sua storia è lunga e fatta di numerose evoluzioni tra cui diverse tipologie di affinamento: si parla di grandi botti di castagno dal 1970 al 1987, di grandi botti di rovere di Slavonia fino al 1991 e successivamente tonneau e barrique di rovere francese. Fu il primo vino da vigna unica in Sicilia.