PALERMO – Sono state depositate le motivazioni della sentenza del caso "baby squillo di Palermo", con le quali il giudice ha condannato tutti gli imputati. Dario Nicolicchia, in primis, ha avuto 9 anni, per quella storia delle prestazioni sessuali della 16enne con diversi clienti, tra cui avvocati, dentisti, ristoratori, poliziotti, imprenditori e impiegati disposti a spendere fra i 50 e i 300 euro. Le condanne per loro vanno dai 5 mesi ai 4 anni di carcere. A Nicolicchia, oltre alla induzione e allo sfruttamento della prostituzione minorile, veniva contestato anche il reato di atti sessuali con una minorenne. Una seconda ragazza, che di anni ne aveva 14, ha puntato il dito contro di lui, raccontando di aver rischiato di finire nel giro della prostituzione come è accaduto a una donna trentenne. Su "LiveSicilia" si legge:

"…già a 16 anni l'ho fatta iniziare in questo mondo…", diceva Nicolicchia in una delle conversazioni citate nelle 500 pagine della motivazione. È la conferma, sostiene il giudice, che l'imputato fosse a conoscenza della minore età di Naomi, 'pubblicizzata' sulla pagina Facebook di 'coppia monella'". "La mia bimba vuole regalini di altro genere per donarsi", scriveva in chat l'imputato a un cliente. Non solo Facebook, ma anche Whatsapp. Nella sentenza il viaggio si fa reale nell'elenco dei luoghi dove avvenivano gli incontri: l'abitazione e lo studio legale dell'avvocato, lo studio di un dentista, il Bed and Breakfest, il ristorante o l'ufficio del titolare di una ditta di traslochi. Il passaparola aveva funzionato: "La minorenne ha esercitato il meretricio per mesi e con decine di clienti (solo in minima parte identificati) procacciati dall'imputato nel contesto di un'attività dallo stesso organizzata, controllata e parassitariamente sfruttata".

Nicolicchia era stato convincente con Naomi. Ne ha sfruttato le debolezze. Ci ha provato anche con la 14enne a cui scriveva: "Qnd starai qui avrai uomini e tt in privato. Appuntamento mica x strada etc. Tutto distinto e di classe.., Qlcn lo abbordi passeggiando per strada. Altri tramite internet. Annunci. Poi io ti presento uomini facoltosi.. Sarai una escort bella e magari famosa". E i clienti non mancavano nelle piazze virtuali, zeppe di profili Facebook e gruppi dedicati agli incontri sessuali. Per chi ha le credenziali giuste non è difficile orientarsi nella rete. Nell'inchiesta della Squadra mobile che ha portato al processo sono stati censiti una decina di canali mascherati da nomi di copertura. Nomi fantasiosi, ma che non tradiscono il reale scopo per il quale sono stati aperti.