01La coltivazione della vite e la pratica della vinificazione, sbarcarono in Sicilia, innanzitutto nella zona occidentale, coi Fenici, tra il VIII e il VII secolo a.C. La tradizione vitivinicola prese piede nella Sicilia orientale soltanto più tardi, durante il periodo di colonizzazione greca (VII-VI sec. a.C.)

Oggi, sono molti i prodotti di origine siciliana che riportano il sigillo di Denominazione di Origine Controllata, i più conosciuti, sono sicuramente i vini dell’Etna, il Marsala, i Menfi, il Malvasia delle Lipari e i vini di Pantelleria come il Passito e il Moscato. Unico D.O.C.G. è il Cerasuolo di Vittoria.

Il Cerasuolo, dal gusto secco e morbido, è un vino rosso che viene coltivato nella zona di Ragusa, Caltanissetta e Catania. La sua nascita viene fatta risalire alla fondazione di Siracusa (733-734 a.C.), e di Kamarina (598 a.C.) Alcune monete ritrovate nel territorio camarinese, testimoniano infatti la sua antica origine: esse riportano, nell'esergo, l’immagine incisa di anfore, che venivano usate soprattutto per il trasporto e la commercializzazione del vino; numerose anfore vinarie sono inoltre sono state ritrovate nei fondali del mare antistante Kamarina, la nota colonia siracusana eretta presso la foce del fiume Ippari.

La nascita del Marsala viene invece collegata alla figura del commerciante inglese John Woodhouse, che nel 1773 attraccò presso il porto di Marsala e lì provò il vino della zona. Il sapore di quel vino, invecchiato nelle botti di legno, piacque subito al Woodhouse, che vi addizionò dell’acquavite di vino per aumentarne la gradazione alcolica e garantirne la preservazione durante il suo lungo viaggio di rientro. Fu così che quel vino liquoroso riscosse un enorme successo anche all’estero, e, nel 1833, l'imprenditore palermitano Vincenzo Florio, ne iniziò la produzione a Marsala, fondando le note Cantine Florio. Il vino Marsala è il primo D.O.C. della storia vinicola italiana.

In provincia di Agrigento e a Castelvetrano, in provincia di Trapani, si coltiva invece il Menfi, sia bianco che rosso. La borgata di Porto Palo, vicina al comune di Menfi, si dice sia sorta sulle rovine dell’antica città di Inycon, nota per i suoi vini.
Tra Castiglione di Sicilia e Randazzo, passando per Catania ed Acireale, si trovano i principali vitigni dell’Etna: il nerello mascalese, il nerello cappuccio (per i rossi) e il carricante (per i bianchi). La particolare conformazione del territorio, in pietra lavica, dà ai vini che ne derivano, un odore e soprattutto un sapore unici, caratterizzati da leggera sapidità e da un gusto ricco e pieno.

Il Malvasia delle Lipari è invece il vino aromatico delle Isole Eolie, nella giurisdizione della Provincia di Messina.
Dolce, liquoroso, dal caratteristico colore ambrato e dal leggero sapore sulfureo, venne definito da Guy de Maupassant (1850-1893) come ‘sciroppo di zolfo’ nel suo “La vita errante”.

Agli Arabi si deve l’introduzione del Moscato di Alessandria nell’Isola di Pantelleria; il vitigno da cui se ne ricava il dolce succo viene infatti chiamato ‘zibibbo’ dal suo luogo di origine, Cap Zebib, situato proprio di fronte all’isola, in Tunisia. Per alcuni invece, lo zibibbo dovrebbe derivare dall’Egitto (Alessandria) e fu portato in Sicilia dai Fenici. In ogni caso, furono proprio gli Arabi ad introdurre nell’isola, la tecnica di coltivazione della vite, ma anche la tecnica di appassimento dell’uva, in uso ancora oggi secondo il metodo tradizionale, che vede i grappoli stesi ad asciugare presso lo ‘stinnituri’, uno stenditoio in legno collocato su un blocco di muratura, o una stuoia costituita da canne intrecciate collocata direttamente nel vitigno. Esso asserve alla realizzazione del Passito, un vino liquoroso D.O.C. dal colore ambrato, perfetto con i dolci di mandorla secchi e i formaggi erborinati.

Autore | Enrica Bartalotta