01Anche la Sicilia toccata dal drastico calo delle nascite che caratterizza ormai da anni la Penisola; ma la popolazione media delle città aumenta, grazie all’immigrazione straniera.

Erano 5.094.937 gli abitanti dell’Isola registrati a fine 2013, un numero che porta la Sicilia a rappresentare così l’8,4% della popolazione presente su tutto il territorio nazionale. Il recente studio statistico intitolato “Struttura ed evoluzione della popolazione siciliana”, messo appunto dalla Regione, dà un quadro incoraggiante della Sicilia: rispetto al 2012, si è registrato un aumento delle presenze di ben l’1,9%, più di 95mila individui dunque, hanno affollato le coste della Trinacria lo scorso anno, una variazione infatti, che è dovuta principalmente all’immigrazione straniera nel nostro Paese.

Calano le nascite dunque, di ben il 3,9%, mentre aumenta la presenza straniera in Sicilia, che oggi ammonta a circa 162.408 unità, registrando una crescita di ben il 16,5% rispetto all’anno precedente le rilevazioni. Più stranieri meno siciliani; specialmente a fronte delle continue ondate migratorie che vedono i giovani protagonisti di lunghi viaggi verso Nord, tra Lazio e Lombardia soprattutto, ma anche all’estero.

Ma la Sicilia è anche così carente di giovani perché si mantengono basse anche le nascite, a causa, molto probabilmente, del costante depauperamento dei portafogli dei suoi abitanti. Una famiglia isolana su tre lo scorso anno, si è ritrovata in condizioni di indigenza, un aumento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2012, secondo le indagini Istat; ed è l’area di Messina a guidare la triste classifica, decima provincia italiana più duramente colpita dalla crisi.

La Sicilia è dunque ‘un Paese per vecchi’? Dal 2001 al 2011, le persone con età uguale o superiore ai 65 anni, sono arrivate a rappresentare, sull’Isola, il 18,9% della popolazione totale. I dati dell’Istituto di Statistica Nazionale inoltre dichiarano che sono salite soprattutto le percentuali di abitanti con età inclusa nella fascia 95-99 anni; in grandissima rimonta anche gli ultracentenari, soprattutto concentrati nella provincia di Messina, dove si trova il 23,4% del totale.

Ma la Sicilia non è nuova alle onde migratorie.
Per via della sua strategica posizione, proprio al centro del mar Mediterraneo, è da sempre stata considerata avamposto commerciale e militare di molti popoli, primi tra tutti i Greci. Furono loro i primi a caratterizzarne la storia; ma come dimenticare gli Arabi? Che fecero della Trinacria una terra ricca di coltivazioni.

Ma le ondate migratorie di Sicilia non arrivarono soltanto dal bacino del Mediterraneo o da oriente, bensì anche da Nord, con la venuta degli Svevi e degli Spagnoli (nonché dei Borbone). Fu proprio nel periodo di transizione tra la conquista bizantina e quella sveva, che in Sicilia presero posto diversi rappresentanti dell’Impero degli Altavilla; coloni di Piemonte, Francia e Lombardia, che diedero vita a diversi insediamenti urbani.

Fu inoltre in questo periodo, che la Sicilia divenne un importante centro artistico e culturale, come forse non era mai stato prima; tutto merito di Federico II e della sua Scuola di Sicilia, ma anche delle molte opere architettoniche promozionate e finanziate dalla corte bizantina di Ruggero I e Ruggero II, tra cui note cattedrali e fortezze, ma anche palazzi regi e giardini.

Autore | Enrica Bartalotta