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01Capo Passero è l’estrema punta sud-orientale di Sicilia. Sorge nelle competenze del comune di Portopalo, in provincia di Siracusa, ed è nota per la famosa battaglia a cui ha dato il nome e per l’omonima isola antistante.

La zona di Capo Passero e in particolare dell’isola, è caratterizzata da una laguna sabbiosa, divisa tra una ricca vegetazione a giglio di mare e rughetta marina, habitat naturale di particolare rilevanza per lucertole e conigli selvatici. Ricca anche l’avifauna, distribuita uniformemente tra anelli, verdoni, cardellini, beccamoschini, saltimpali e gabbiani. La zona sospinta più verso l’entroterra, è invece caratterizzata dalla specie protetta della palma nana. L’area marina antistante è particolarmente pescosa, abitata da piccoli banchi di cefali, saraghi, spigole, sogliole e famiglie di aragoste.

Ed è proprio su questo ricco ecosistema marino che ha fatto fortuna la tonnara di Capo Passero, una struttura duecentesca dedicata alla lavorazione e distribuzione di tonno rosso e dei prodotti del tonno rosso. La tonnara di Capo Passero era già conosciuta durante il Medioevo, e fu di particolare rilievo per l’economia della zona, fino a tutto il Settecento, quando, grazie all’intervento del principe di Villadorata, Corradino Nicolaci, l’edificio arriva a prendere la formazione attuale. Giunta nelle mani di don Pietro Bruno di Belmonte, la tonnara riprese l’esercizio delle sue attività, un’ultima volta nel 1895, per continuare annualmente fino al 1969 e ogni cinque anni fino al 2000. Oggi costituisce un presidio turistico e ambientale molto importante della zona, un esempio di archeologia industriale ancora ben conservata, completa ancora di tutte le stanze adibite alla lavorazione: dallo stabilimento vero e proprio, fino alla grande fornace e alle botti, che costituivano il magazzino. Presso l’area di Scalo mandrie, dove sorge la nota e omonima spiaggia, sono inoltre stati rinvenuti importanti resti di epoca greco-romana; grosse vasche dove veniva preparato il garum, una sorta di salsa a base di pesce, a testimonianza che la cultura del tonno rosso, esisteva già allora.

Assieme alla tonnara, si rivela imperdibile anche la preziosa struttura imponente di Castello Tafuri, opera novecentesca dell’architetto fiorentino Saverino Crotti, realizzata in pietra della vicina Isola delle Correnti per il marchese Bruno di Belmonte, e la fortezza svevo-aragonese dell’isola, edificata nel 1583 per volere del viceré di Sicilia, Marcantonio Colonna, oggi sede del Museo del Mare.

Ma l’isola di Capo Passero è anche conosciuta dagli appassionati subacquei e speleologi, per via delle numerose grotte, calette e scogli che si aprono tra la costa frastagliata e la lingua sabbiosa circostante; l’insieme, denominato “Grotte del Polipo”, concede un suggestivo e meraviglioso gioco di luci a chi decide di immergervisi.
A poca distanza, sorgono i 10.000 metri quadri dell’Isola delle Correnti, formazione tondeggiante di argilla bianca, molto conosciuta dai turisti per le preziose virtù terapeutiche dei suoi fanghi.
A 7 chilometri dal centro abitato di Porto Palo, sorge la spiaggia di Carratois e poco più in là di Punto Rios, noto ai bagnanti non solo per la sabbia finissima e il mare pulito, ma anche per i curiosi banchi d’argilla di origine naturale, disposti sulla sua lunghezza. Da non perdere è anche la zona di Morghella, che oltre alla famosa spiaggia e al ricco mare antistante, offre anche una particolare fonte d’acqua dolce denominata “Acqua delle Colombe”, che si apre a strapiombo tra le rocce.

Tra Noto e Marzamemi si estende la Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari; realizzata nel 1984, oggi protegge la Torre Sveva, realizzata nel Quattrocento per Pietro d’Aragona, innumerevoli siti archeologici sorti sull’area dell’omonima latomia, nonché la tonnara che dà il nome all’Oasi. In quest’area trovano riparo diverse specie endemiche della cosiddetta ‘zona umida’, sia della fauna che della flora; ampie sono infatti le zone occupate da piante alofite rupestri, adattatesi cioè a sopravvivere in un territorio ad elevata salinità, come il finocchio di mare e la cicoria spinosa, e igrofile (come il barboncino del Mediterraneo e il trifoglio stellato), habitat perfetto per diverse specie di uccelli migratori, che hanno reso l’area protetta, particolarmente nota agli appassionati di birdwatching. All’area umida, si associa una stretta fascia di gariga, ricoperta da vegetazione mediterranea; ma il territorio dell’Oasi di Vendicari è indubbiamente dominato dall’ecosistema principe del ‘pantano’.

Nel 1718, l’area marina antistante la lingua di sabbia che costituisce Capo Passero, fu interessata da una importante battaglia navale, avvenuta tra la flotta militare spagnola e quella inglese della Quadruplice Alleanza. Non era ancora stato dato il via ufficiale alla guerra che avrebbe visto Inghilterra, Paesi Bassi, Francia e Austria allearsi contro il prepotente predominio della Spagna, quando le truppe del Sacro Romano Impero, capitanate da sir George Byng, 1° visconte di Torrington, sbarcarono a Messina, allora presidiata dagli spagnoli. Qualche giorno più tardi, la Battaglia di Capo Passero, che si concluse con la vittoria degli Inglesi, servì alle Truppe Alleate per intimare alla Spagna di liberare Sardegna e Sicilia.

Autore | Enrica Bartalotta