Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

Ancora una volta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha alzato (giustamente) la voce contro il caro voli.
In particolare, ospite di Diario del Giorno su Rete4, Schifani ha detto che “non è accettabile” che un volo Roma-Palermo costi più che un volo Roma-Dubai.

Schifani ha denunciato quello che ha definito “un cartello da parte di due compagnie, Ita e Ryanair, con prezzi al rialzo” sulle tratte per Catania e Palermo. “Abbiamo denunciato questa situazione all’Antitrust – ha ricordato Schifani – sia a dicembre che, pochi giorni fa, in occasione della Pasqua e abbiamo depositato un esposto alla Procura di Roma“.

Il governatore siciliano ha annunciato anche l’arrivo dal mese di giugno di “un terzo vettore che sulla carta ha già venduto 11mila biglietti al prezzo di 70-80 euro. Verrà così rotto l’accordo di cartello che ha danneggiato la Sicilia”, ovvero Aeroitalia.

La dichiarazione

Cos’ha detto Schifani in TV: “Il caro voli non è dovuto al caro carburanti perché i prezzi sono notevolmente diversi a parità di distanza. In particolare per i collegamenti tra Palermo e Catania con Roma e Milano si è realizzato un cartello di due compagnie, le uniche a coprire le tratte. Sono Ita e Ryanair che non si fanno concorrenza. I viaggiatori sono costretti a subire questo salasso perché non hanno alternative. È assurdo che da Roma costi meno andare a Dubai che a Palermo. Noi abbiamo denunziato questa situazione, già a Natale, all’Antitrust. Abbiamo reiterato la denunzia nei giorni scorsi in vista della Pasqua, quando molti giovani siciliani rientrano a casa e c’è un notevole afflusso di turisti. Abbiamo anche presentato un esposto alla Procura di Roma perché crediamo che ci sia un reato di abuso. Nel caso di trasporto pubblico infatti ci si trova nell’esercizio di una pubblica funzione. Stiamo facendo di tutto per arrivare ad una sanzione”.

“In questa vicenda – ha concluso – mi spiace particolarmente che sia coinvolta una società a capitale pubblico, e a cui lo Stato ha dato 600 milioni per coprire le perdite, che dovrebbe adottare dei prezzi meno cari”.