01Le Caserme “Dalla Chiesa – Calatafimi” sono un complesso militare sito nella città di Palermo, ospitate presso la struttura seicentesca della chiesa di San Giacomo dei Militari e della chiesa normanna di Santa Maria Maddalena.

L’installazione, posta sotto le intendenze dell’Arma dei Carabinieri, si trova in Corso Vittorio Emanuele, con ingresso principale al numero 475, e ospita la prima caserma, del 1939, intitolata ad Antonio Bonsignore; nel 2007, questa struttura venne dedicata al vicecomandante generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nato a Saluzzo il 27 settembre del 1920, e ucciso a Palermo dalla mafia nello stesso mese dell’anno 1982. Oggi questa caserma ospita il Comando Legione Carabinieri Sicilia; mentre nella caserma “Calatafimi”, è di stanza il 12º Battaglione Carabinieri “Sicilia”.

La struttura della ex chiesa di San Giacomo dei Militari, che ospita la prima delle due istituzioni, è stata inaugurata a metà del Seicento, ma la sua struttura risale già alla fine del XV secolo; adiacente a essa si trova la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena, costruzione di epoca normanna del 1187. Normalmente non accessibili al pubblico, furono aperte straordinariamente in occasione della “Settimana della Cultura” del 2012, un’eccezione che è stata ripetuta quest’anno il 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate. Questo articolo è dedicato a chi non sia mai riuscito a mettere piede nella chiesa di San Giacomo dei Militari, e si fosse perso anche questa recente occasione per vederla.

La chiesa di San Giacomo dei Militari ha un impianto a tre navate con soffitto ligneo con travi a vista. Fu edificata per volere del Senato Palermitano, già nel 1482. Venne inizialmente dedicata a Maria e a San Sebastiano, e quasi immediatamente ceduta alla Confraternita dei Calzolai, che ivi fecero edificare due cappellette dedicate ai propri santi protettori: San Crispino e Crispiniano. Nel 1620, con la realizzazione della cinta muraria che diede vita al quartiere militare degli Spagnoli, la Confraternita decise di cedere la struttura all’Ospedale Militare. Nel XIX secolo, venne pesantemente rimaneggiata dagli interventi del Salvatore Marvuglia, fratello di Venanzio.

I lavori portarono, tra le altre cose, a richiudere le originarie monofore per aprire nuove finestre in corrispondenza delle lunette; la volta e il tetto della navata centrale e il transetto, vennero rimossi durante i lavori di restauro degli anni Settanta del Novecento. Rimaneggiato più volte anche il prospetto, che la Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, ha però fatto in modo di riportare alla luce, nel corso degli interventi operati tra il luglio 2003 e il maggio 2004, al suo aspetto originario.
Ripristinato in particolar modo, l’antico pavimento in cotto, che era stato ricoperto da una struttura cementizia, volta ad ospitare una sorta di officina per la riparazione degli automezzi militari.

Nel 2008 un secondo intervento, ha rimesso in luce le antiche aperture della Chiesa, rimosso il solaio cementizio che occultava il prezioso tetto in legno decorato, e riparato, in particolare, il portale laterale collocato sul portico di Nord-Ovest, oltre ad aver portato avanti il restauro di alcune aree del portale d’ingresso. Gli ultimi interventi, conclusisi nel 2012, hanno contribuito al restauro della zona Sud della costruzione.
Un lavoro complessivo di circa 500.000 euro, che ha portato anche alla scoperta di antiche pitture murali raffiguranti temi della vita di San Giovanni Nepomuceno, che si presume possano risalire agli ambienti dell’antica cappella omonima del 1727. In una sala confinante, è stato rilevato un ulteriore frammento di pittura muraria: una porzione di un affresco, di origini cinquecentesche, di una Madonna con Bambino.
L’edificio ospita inoltre la Sala della Memoria, un ambiente che custodisce i cimeli che celebrano i 200 anni di presenza dell’Arma in Sicilia.

 Autore | Enrica Bartalotta