01A Firenze una mostra fotografica celebra le donne che hanno lottato contro la mafia. Fino al 9 novembre, gli scatti di Francesco Francaviglia saranno ospiti presso la Galleria degli Uffizi.

La particolare mostra è stata presentata venerdì 13 ottobre a Firenze, alla presenza del direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La rassegna, dopo aver toccato Palermo presso Palazzo Ziino, nell’agosto di quest’anno, accoglie l’autunno con i visitatori di in un’altra città, provata dagli attentati mafiosi del 1992 e del 1993: Firenze.
La collezione di 31 ritratti del fotografo Francesco Francaviglia, è un progetto a cura di Tiziana Faraoni; è stato realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e il sostegno di Unicoop Firenze e Civita Opera Laboratori Fiorentini.

Sono fotografie di una potenza inaudita, quelle di Francaviglia, che sulla sua pellicola ha deciso di fermare, i volti fieri e sofferenti, delle donne che nel 1992, dopo le note stragi di Capaci e via D’Amelio, decisero di digiunare come forma di protesta. La loro virtù, la loro forza e il loro coraggio, rivivono nel fondo dei loro sguardi, talvolta beffardi ma soprattutto profondi, che risaltano spettacolarmente su fondo nero. Quelle donne, oggi famose, giunte alla ribalta anche per colpa di quei tragici eventi, che scaldarono l’estate siciliana e italiana, sono accompagnate dalle testimonianze di quell’anno: dall’audioproject di Giuditta Perriera, giungono infatti ancora a noi, i frammenti di quelle voci che più di dieci anni fa affollarono i telegiornali di tutta Italia.

Non c’è luogo più appropriato dell’aula di San Pier Scheraggio della Galleria fiorentina degli Uffizi, per ospitare una tale rassegna e celebrare le ’31 donne del digiuno’, mura che l’anno dopo vennero danneggiate dalla bomba posta da Cosa nostra in via dei Georgofili. Un attentato dinamitardo che portò alla morte di un’intera famiglia e alla più completa distruzione e rovina di alcuni dei dipinti conservati presso il noto complesso museale.

Tra i volti esposti a Firenze oggi ricordiamo: Pina Maisano Grassi, moglie dell’imprenditore Libero, che venne ucciso dalla Mafia per essersi ribellato alla riscossione del pizzo, e Michela Buscemi, costituitasi parte civile al maxiprocesso del 1985, messo in piedi dopo l’assassinio dei suoi due fratelli; e poi ancora: Simona Mafai, capogruppo comunale del Pci, la fotografa Letizia Battaglia, e l’ex sindaco di San Giuseppe Jato.

Alla lista delle donne coraggiose che hanno sfidato il comune sentire e il comune agire, si aggiungono poi i volti di coloro che resistettero alla fame tra le mura di una scuola, di un ufficio della Regione, nel quartiere difficile dello Zen di Palermo: Bice Salatiello, Virginia Dessy, Anna Puglisi i loro nomi. Le cose in Sicilia, a oltre vent’anni di distanza sono cambiate; la preziosa collezione di Francaviglia vuole in un qualche modo continuare a parlarne, a celebrare, tutte quelle donne straordinarie che per prime si batterono contro la mafia, in una lotta ancora in corso; le prime che con la loro rivolta silenziosa vollero scuotere l’albero dello Stato allo scopo di riceverne risposte. Le prime fautrici di un cambiamento che oggi, è nelle mani fiere dei giovani della città di Palermo.

Autore | Enrica Bartalotta