Nessun cavo usb, ma un paio di fili elettrici e un paio di forbici taglienti. Sarebbero queste le armi del delitto del piccolo Loris, un dettaglio che potrebbe ribaltare il quadro indiziario nelle battute finali del processo a carico di Veronica Panarello. Di fatto l'ultima perizia sull'arma del delitto cambierebbe e non poco il quadro dell'omicidio. L’affermazione, che contribuisce a scagionare il nonno del bambino, Andrea Stival, arriva dal medico legale che ha eseguito l’autopsia, Giuseppe Iuvara.

A quanto pare sul corpo del bambino sarebbero stati trovati alcuni segni che indicano una breve colluttazione: i graffi segnalano una vera e propria lotta tra il bimbo e il suo carnefice. "Non si tratta di graffi prodotti da unghiature, ma di lesioni da punta e taglio sostenute da un mezzo rigido compatibile con un paio di forbici", scrive l'esperto.

Qui dunque che emerge un nuovo elemento, quello di un'altra arma del delitto che di fatto cambia il quadro. Il bimbo dunque non sarebbe stato solo strangolato, ma avrebbe ricevuto colpi con un paio di forbici. Dettagli che inguaiano sempre di più la donna e che tolgono ombre sul suocero, Andrea Stival.