Feste

Cavadduzzi e Palummedde di formaggio: la tradizione siciliana della Cavalcata dei Pastori

Esplorando la Sicilia e il suo territorio, si scopre che ci sono tantissime tradizioni di antiche origini, che ancora si tramandano e sopravvivono. Un vero e proprio patrimonio da tutelare, come la Cavalcata dei Pastori di Geraci Siculo, in provincia di Palermo. La gente del luogo la chiama Carvaccata e serve a celebrare il Santissimo Sacramento. Per l’occasione di fanno bellissimi “cavadduzzi” e “palummedde”, cioè cavallini e colombine di formaggio tuma. Scopriamo tutto insieme.

Cavalcata dei Pastori o Carvaccata di Vistiamara

Paese della Sicilia che vai, usanza che trovi. Quando pensi di conoscerle tutte, ecco che ne arriva qualcuna in grado di stupirti. Così, nel territorio delle Madonie, in particolare a Geraci Siculo, si tramanda un’antica tradizione, fatta di forme di formaggio che prendono le sembianze di cavalli e colombe. Dietro questa consuetudine, c’è la Cavalcata dei Pastori, chiamata qui Carvaccata.

In segno di ringraziamento nei confronti del SS. Sacramento si sfila, portando con sé proprio questi formaggi. Le prime notizie risalgono al 1643, ma è certo che si svolgesse anche prima, poiché è legata alla Confraternita del SS. Sacramento, la cui fondazione risale al 1539.

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La manifestazione, in tempi antichi, si celebrava nell’ottava del Corpus Domini, cioè le terze domeniche dei mesi da maggio a settembre, con tutti i ceti sociali. A luglio si svolgeva la festa solennizzata dei pastori, cioè i “Vistiamara”, abbigliati con indumenti tipici.

La Carvaccata dei Vistiamara parte dalla casa del Cassiere e segue un ordinamento patriarcale. In testa alla sfilata a cavallo ci sono i giovani, cui seguono gli uomini maturi. Chiudono il corteo i più anziani. Il costume tradizionale include camicia bianca, pantaloni di velluto e berretto nero in testa.

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Un pastore di Geraci mostra uno dei Cavadduzzi

Nella mano sinistra si porta la propria offerta. I più giovani hanno un cerchio di legno, adornato con nastri e merletti di colore bianco, oltre a cavallucci e colombe di formaggio. Gli uomini portano dei certi, mentre i più anziani paramenti e oggetti sacri.

Per fare questi animali, serve molta tecnica. Oggi pochi sono rimasti appassionati a tale pratica: la verità è che, se non c’è passione, queste cose non si possono fare. Si utilizzano acqua calda e tuma, lavorando con pazienza e maestria. Vedere nascere questi prodotti è molto emozionante.

Chi ne conserva la tradizione, ne conosce il valore: pensate che i preparativi per la festa, durano anche 40 giorni e che, una volta terminata, i formaggi si regalano a chi ha partecipato. Un’ottima occasione per visitare le Madonie, straordinario angolo di Sicilia.

Due pastori siciliani mostrano colombine e cavallini di formaggio

Redazione