robotAbbiamo già parlato di Efesto (o Vulcano), fabbro degli dei. Le sue mani creavano oggetti meravigliosi. Oltre ad essere bravo era molto ingegnoso. 
Un giorno Zeus chiese al proprio figlio Efesto se potesse creare per lui le famose saette. Lui accettò volentieri ma appena lo seppero i ciclopi lo minacciarono di sciopero generale! A quel punto Efesto dovette rifiutare l’appalto.
Ma Zeus, iniziò a riflette (mumble mumble): cosa poteva mancare ad un uomo per poter stare bene e sfogare la propria “raggia”?
Una DONNA!!!!
Zeus gli offrì quindi in sposa la bellissima Afrodite (Venere), dea dell'amore, della bellezza. Ovviamente Efesto accettò più che volentieri.
Iniziarono ad organizzare i preparativi per il matrimonio. Per la propria amata creò delle belle fanciulle d’oro che avevano la capacità di muoversi. In pratica costruì i primi automi della storia di tutti i tempi!
Quando si dice che una ragazza è d’oro!!!
Se vi va di spettegolare, potete continuare a leggere quello che successe in seguito…
In realtà la povera Afrodite non era per niente innamorata di Efesto, anzi…era perdutamente innamorata di Marte. 
Un bel giorno Apollo, il dio del sole, scoprì che Marte e Afrodite erano amanti e di gran corsa venne in Sicilia, entrò in uno dei crateri dell’Etna e andò a raccontare tutto ad Efesto.
Tutto poteva accettare tranne le corna!
Con tanta rabbia in corpo costruì delle catene di bronzo e d una rete di fili invisibili. Con maestria posizionò il tutto attorno a un letto. Quando Afrodite e Marte si sdraiarono sul letto rimasero bloccati mentre si abbracciavano.
La porta d’avorio della camera da letto si aprì ed Efesto entrò con tutti gli dei. Vedendoli nudi e colti nel “fattaccio” tutti cominciarono a ridere ed ovviamente la voce fece il giro dell’olimpo. 

Idda fimmina infedele e disonoratissima fu! E iddu masculu traditu fu!
Efesto si vendicò e ritornò all’interno del vulcano Etna per continuare le sue opere…

Di Alessandra Cancarè