Andrea Camilleri è stato uno degli scrittori siciliani più amati. Ci ha lasciati il 17 luglio del 2019, ma il suo ricordo vivrà per sempre nelle sue parole. Sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante, ha creato con i suoi romanzi un inconfondibile stile, apprezzato ben oltre i confini nazionali.

Il suo personaggio più amato è, senza ombra di dubbio, il Commissario Montalbano: dai romanzi che lo vedono protagonista è anche nata una apprezzatissima serie televisiva. Oggi abbiamo pensato di suggervi le più belle citazioni di Andrea Camilleri, per omaggiare un grande siciliano.

Citazioni di Andrea Camilleri

  • Non bisogna mai avere paura dell’altro perché tu rispetto all’altro sei l’altro.
  • Adoro chi osa. Odio chi usa.
  • Bisogna guardare la tv portandosi appresso un paracqua ideale che permetta al nostro cervello di restare asciutto e lucido, di non inzupparsi di tutte le informazioni distorte, contraffatte, alterate, finalizzate che ci vengono propinate.
  • È comprovato che gli imbroglioni più grandi sono e più riescono simpatici a tutti
  • L’umanità è un immenso formicaio e se vuoi conoscerla davvero devi trasformarti in formica e viverci dentro.
  • Giornalista: “Cosa Le manca della Sicilia?”
    Andrea Camilleri: “U scrusciu du mari”.
  • Distino dell’intelligenti era d’essiri mangiati sempri e comunqui dai cretini cchiù furbi.
  • La perdita della solidarietà dell’uomo con l’uomo è gravissima, sta cambiando il nostro dna e non so spiegarmene le ragioni.
  • Tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata.
  • Fin quando un personaggio non è in grado di alzarsi dalla pagina e cominciare a camminarmi per la stanza, quel personaggio, secondo me, ancora non è risolto.
  • Montalbano è meteoropatico, come molti siciliani. Le stagioni oggi hanno perso la strada, una volta erano gente d’onore, si presentavano in modo appropriato. Non c’erano inverni caldi, ma moderati.
  • È un gioco tinto, quello dei ricordi, nel quale finisci sempre col perdere.
  • Le parole? Le parole cose d’aria, sono.
  • La massima fortuna che un omo può aviri nella vita è quella di non arrivare mai a un punto di disperazione dal quale non puoi tornare narrè.
  • Nisciuna pausa può essere concessa in questa sempre più delirante corsa che si nutre di verbi all’infinito: nascere, mangiare, studiare, scopare, produrre, zappingare, accattare, vendere, cacare e morire.
  • Non voglio morire male, non voglio avere il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei figli i miei nipoti i miei pronipoti vivano in un mondo di pace. Bisogna che i giovani si ribellino… Non disilludetemi.
  • Non mi piace la parola sicilitudine, preferisco la sicilianità espressa dagli uomini, la prismatica composizione del siciliano.
  • Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.
  • Lo scirocco è uno dei momenti più belli che possano essere concessi all’uomo, in quanto l’incapacità di movimento in quei giorni ti porta a stare immobile a contemplare una pietra per tre ore, prima che arrivi un venticello. Lo scirocco ti dà questa possibilità di contemplazione, di ragionare sopra alle cose, anche se è un po’ difficile, in quelle circostanze, sviluppare il pensiero che è un po’ “ammataffato”, collosa, come la pasta quando scuoce.
  • I siciliani vivono male la loro condizione di essere siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente.