L’appuntamento con il ‘sole nero’ è per il 20 marzo. L’eclissi di Sole a Palermo vedrà tutti con il naso all’insù tra le 9.20 e le 11.36 quando il sole sarà oscurato dalla luna in modo parziale, con un picco di copertura intorno alle 10.26.

Tecnicamente l’eclissi di Sole avviene quando la Luna si frappone tra l’astro e la Terra, proiettando la sua ombra sul nostro pianeta. In base alla dimensione apparente del disco lunare al momento del passaggio, l’eclissi può essere parziale o totale. In Italia quella che vedremo, infatti, sarà un’eclissi non totale ovvero una graduale diminuzione della luce solare: saranno i sardi a vedere per primi l'inizio del 'bacio' tra Sole e Luna mentre ad Aosta si osserverà la massima copertura del sole al 67%.

Il web si è sbizzarrito e da giorni fioccano svariate informazioni su come affrontare il fenomeno, ma niente paura, è bene sfatare alcuni falsi miti: durante l'eclissi la luce solare si attenuerà gradualmente, senza mai arrivare al buio completo poiché in Italia l'eclissi sarà soltanto parziale, ci sarà – dicono gli esperti –  ''una luce irreale, attenuata, come se avessimo tutti degli occhiali molto chiari''. Saranno, insomma, ''due ore suggestive, ma certamente non "da fine del mondo''.

Per essere pronti all’appuntamento con il “sole nero”, ci sono 8 cose che dovete sapere:

1 E' segno di sventura?

Nell’antichità si credeva che qualche animale giungesse a mangiare il Sole. Documenti cinesi di 4 mila anni fa, per esempio, parlano di un drago da scacciare con arco e frecce: fino a metà del XIX secolo in Cina è rimasta l’usanza di sparare a salve durante il fenomeno.
Gli assiri durante le eclissi ponevano sul trono un criminale, un prigioniero di guerra, un contadino, mentre il vero re si rifugiava in campagna. Il trono rimaneva in mano al sostituto per un centinaio di giorni: il malcapitato veniva poi giustiziato e sepolto con funerali reali, per esser sicuri di ingannare gli dei. I Greci pensavano fosse un segno della rabbia degli dei.
 

2 Coincide con l'equinozio di primavera

L’eclissi del 20 marzo 2015 coincide con lo stesso giorno dell'equinozio di primavera. Per la prossima coincidenza del genere bisogna aspettare il 20 marzo del 2034, e poi nel 2053 e nel 2072. Ogni 19 anni, in pratica, perché l'eclissi di Sole occorre che vi sia Luna nuova, che si osserva nell'equinozio di primavera ogni 19 anni. Ma non è una regola generale.

3 Solo nel 2026 sarà visibile di nuovo in Italia

L’eclissi sarà totale per gli abitanti delle isole Fær Øer e Svalbard, parziale per il resto d’Europa, Islanda, Africa settentrionale e Asia settentrionale. Un avvenimento da non perdere, anche perché la prossima eclissi visibile dall’Italia è attesa soltanto nel 2026. Per vedere un’eclissi totale bisognerà aspettare il 2081. L’ultima era stata quella totale del 1999, poco prima della fine dello scorso millennio, coincidenza che scatenò panico e profezie apocalittiche. Per rivederne una totale nel nostro Paese dovremo aspettare il 2081.

4 Il gestore dell’energia Terna spegnerà il fotovoltaico

Il “Sole nero” manderà in crisi la produzione di energia solare nell' Unione europea – pari a circa 90 Gigawatt – che potrebbe diminuire temporaneamente fino a 34 gw in caso di cielo sereno.
È la prima volta che un'eclissi avrà un impatto significativo sul sistema di produzione elettrica solare in Europa. Tanto che il settore elettrico sta adottando misure volte a mitigarne l'impatto.

5 L'eclissi ha effetti sulla temperatura e sul vento

L’eclissi ha effetti sul vento e sulla temperatura. Durante quella del 1999 fu notato che in una regione dell’Inghilterra meridionale, in quel momento non coperta da nubi, la velocità del vento calò di 0,7 metri al secondo, e la direzione ruotò in senso antiorario di 17 gradi.

6  Gli animali saranno confusi: scambieranno il giorno per la notte

Gli animali reagiscono all’eclissi come se si trattasse di una notte. Le cicale smettono di cantare, le api di ronzare sui fiori per fare ritorno all'alveare.Gli uccelli assumono un atteggiamento confuso o allarmato.

7 Sul sito del Cnr la diretta streaming

La prima eclissi televisiva è andata in onda il 7 marzo 1951 negli Stati Uniti. Il 7 marzo 1970 arrivò la prima diretta a colori di un'eclissi di Sole, questa volta totale. Nel 2015 sono tantissimi gli eventi organizzati per godere della visione: il Cnr ha preparato una diretta streaming dall’Artico, punto massimo dell’oscuramento del Sole, dove sono riprese da poco le attività scientifiche nella base ‘Dirigibile Italia’ sulle Isole Svalbard. Per chi vuole saperne di più appuntamento dalle ore 10.10 alle 12.15 sul sito del Cnr. Il Virtual Telescope trasmette l’evento in diretta streaming con immagini dall'Appia Antica. La Nasa ha un sito dedicato. Numerosi appuntamenti sono stati organizzati in diverse città italiane.

8 Cautela nel fissare il sole a occhio nudo: munirsi di apposite lenti di protezione

Chi vuole assistere allo spettacolo deve munirsi degli strumenti adeguati per proteggere gli occhi: fissare il Sole a occhio nudo potrebbe mettere in pericolo la vista e provocare danni permanenti. I comuni occhiali scuri da sole non bastano: servono occhiali di cartoncino con il filtro mylar o astrosolar per le lenti reperibili online o nei negozi di ottica. Anche per fotografare l’evento occorre schermare l’obiettivo con filtri ad hoc. Attenzione anche ai selfie: guardare il fenomeno attraverso il cellulare può ugualmente danneggiare la vista.