PALERMO – Come ci si comporta in questi davvero non è dato saperlo. Ma a quanto pare l’uomo, il Signor P.B non è il solo. Casi come questi, in Sicilia, ce ne sono parecchi e il tutto ovviamente andrà al vaglio delle autorità competenti.

Tuttavia il danno, la magagna, la beffa si consuma come sempre ai danni dei contribuenti, come nel caso del protagonista di questa vicenda che, solo dopo aver acquistato un immobile all’asta ( sito in Viale Michelangelo ed appartenente ai palazzi costruiti dalla Ditta Mimosa di Luigi e Giampaolo Corso) e solo dopo aver pagato 230 mila euro, scopre che in realtà quell’abitazione non poteva essere acquistata perché confiscata.

L’uomo ha pagato una cifra importante ed i soldi, li ha incassati una società che doveva percepire del denaro per conto della Mimosa. Il giudice ha così trasferito l’immobile nelle proprietà del nuovo acquirente.

Nel frattempo il giudice aveva ordinato la cancellazione delle cosiddette “formalità” presenti nei registri immobiliari, cancellazione in sostanza di ipotesi di pignoramenti, decreto di sequestro, che solo in seguito, si scoprirà non essere stato fatto!

Il caso emerge quando il presunto proprietario dell’immobile si reca presso un notaio per rivendere l’appartamento, è in quella occasione ci si rende conto, che i registri non erano stati per niente aggiornati e che quell’immobile risultava ancora confiscato.

Assicurata la buona fede del signor P.B si dovrebbe provvedere quanto prima alla regolarizzazione degli atti, ma quello che ci si chiede davvero è come sia potuto accadere una svista simile.