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Non sappiamo il numero dei tantissimi che hanno assistito ieri sera, venerdì 30 giugno, al concertone di Radio Italia. C’è chi dice 90mila, chi 200mila. Comunque sia, il Foro Italico era così pieno di gente che ha emozionato anche i big che si sono succeduti sul palco. Un esempio? Blanco. Ha dovuto ripetere l’attacco del suo primo brano proprio perché piacevolmente ‘sconvolto’ dalla massa che aveva davanti.

Quindi, obiettivo raggiunto: il concertone è stato un successo di pubblico, performance e organizzazione. Tant’è che, alla fine dell’evento, poco prima dell’ultima esibizione di Ligabue, il patron di Radio Italia, Mario Volanti, ha praticamente confermato che l’esperienza dovrebbe/potrebbe ripetersi anche l’anno prossimo. Ottimo.

Palermo e tutta la Sicilia hanno, pertanto, dimostrato – dopo il successone della due giorni di Vasco Rossi allo stadio Renzo Barbera – che sono capaci di ospitare e organizzare grandi eventi. Ma non solo: l’Isola ne sente l’esigenza, ne ha la fame, ne ha i numeri: può diventare l’hub di attrazione di star nazionali e internazionali e di eventi come quello di ieri sera. Perché non esiste solo il Nord. La grande musica può trovare il suo terreno anche al Sud (ne è prova, ad esempio, che nei prossimi due anni L’Anno che Verrà di Amadeus si svolgerà in Calabria) e non solo in estate.

Lodiamo tutti: Radio Italia, in primis e via via tutti gli altri. L’organizzazione, i cantanti che hanno regalato performance di alto livello, il pubblico e l’amministrazione comunale. E ai palermitani diciamo: tolleriamo i disagi che scaturiscono da eventi simili. Ne abbiamo bisogno come il pane: mettiamo da parte il provincialismo, le lamentele… e auguriamoci di ‘soffrire’ spesso per occasioni che portano non solo gioia e visibilità ma anche (soprattutto) indotto economico: le nostre aziende, di ogni settore, piccole e grandi, ne hanno la necessità e se lo meritano…

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