Confermata la pena per Veronica Panarello. Trent'anni di reclusione: questa la sentenza pronunciata per l'uccisione e l'occultamento del cadavere del figlio Loris Stival, 8 anni, assassinato con alcune fascette di plastica nel novembre del 2014. "È colpa tua, ti ammazzo con le mie mani. Sei contento adesso?": questa la reazione della Panarello, che si è rivolta ad Andrea Stival, suocero della donna, accusato più volte dalla stessa di essere l'esecutore del delitto.

«Da quello che abbiamo potuto capire – ha spiegato il legale di Veronica Panarello, Francesco Villardita, parlando delle urla – in aula ce l'aveva col suocero, che ritiene responsabile dell'omicidio del figlio. Dopo mi ha detto questa frase: 'Da adesso sconti non ce ne saranno più per nessuno, dato che non ho avuto giustizia, la giustizia me la farò da sola e quando uscirò dal carcere lo ucciderò. Sono delle frasi – ha sottolineato il penalista – che in un momento di sconforto ci possono stare anche se non si possono giustificare. Dobbiamo comprendere il suo stato d'animo».

La Panarello è stata accompagnata fuori dall'aula, a forza, dalla polizia penitenziaria, che l'ha subito bloccata. Andrea Stival ha così commentato le parole della donna: "È emerso lo schifo che ha fatto Veronica Panarello, non c'è alcunché che potrei dire di lei che ha tolto la vita a un bambino e alle persone che stanno accanto a me. Non ci sarà mai giustizia per mio nipote, perché non tornerà più".