«Non stiamo registrando l’esodo che potrebbe farci preoccupare. Al momento ci sono 1150 registrati, un numero che, anche se dovesse crescere, sarà controllabile». Queste le parole del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervistato durante il TgCom del 4 maggio. Il governatore è tornato a parlare delle novità introdotte dalla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Le restrizioni prima vigenti sono state un po’ allentate. Ad esempio, è possibile praticare sport individuali e si possono visitare i congiunti, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza e indossando le protezioni necessarie. Uno dei temi più caldi era sicuramente quello legato al rientro dei fuori sede in Sicilia. In un primo momento, la linea del governo regionale sembrava più orientata verso una chiusura in tal senso, ma il presidente Musumeci ha poi spiegato che il rientro è possibile, nel rispetto di una serie di condizioni: registrazione sul portale web dedicato dell’assessorato della Salute (siciliacoronavirus.it), obbligo di isolamento in quarantena e sottopposizione, al termine del periodo, al tampone rino-faringeo.

Per quanto riguarda i passeggeri agli approdi a Messina, i controlli sanitari continueranno a essere assicurati dalla Regione, mentre per gli aeroporti di Palermo e Catania, la cui competenza è in capo all’Usmaf, Musumeci ne ha chiesto il rafforzamento.

«La linea della prudenza ha caratterizzato la gestione di questa fase. La nostra regione ha numeri confortanti, ma dobbiamo saper coniugare l’esigenza del “tutti a casa” con quella del “nessuno rientri” – ha aggiunto il governatore. C’è chi mi chiede di chiudere tutto e chi di rientrare. È difficile trovare equilibrio, ma proprio oggi abbiamo chiesto di aumentare i collegamenti, per consentire il ricongiungimento familiare.

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