Idrisi, Edrisi o El Edrisi era un geografo arabo che nel 1145 si stabilì alla corte normanna di Ruggero II, in Sicilia.

Idrisi nacque nella nobile famiglia dei Hammudidi, che dichiarava di discendere dagli Idrisidi, ovvero la prima dinastia musulmana a governare il Marocco (Maghreb al-Aqsa), a loro volta, gli Idrisidi, sostenevano di discendere da Maometto.
Edrisi nacque a Ceuta, città autonoma marocchina appartenente alla Spagna, all’epoca di Al-idrisi era considerata di proprietà degli Almoravidi, una dinastia berbera. Qui, il bisnonno di El Edrisi fu costretto a stabilirsi dopo che in al-Andalus (ovvero la Spagna islamica) gli Hammudidi vennero obbligati alla ritirata dagli Ziridi, i quali assunsero il controllo di Malaga. Il giovane Edrisi trascorse dunque buona parte della sua vita tra il Nordafrica e al-Andalus; un fatto questo che lo portò a conoscenza di informazioni geografiche dettagliate su entrambe le zone.
Idrisi viaggiò in molte parti d’Europa, soprattutto nel bacino del Mediterraneo. Visitò il Portogallo, i Pirenei, la costa atlantica francese, l’Ungheria, e la città di York, in Inghilterra; a 16 anni visitò anche l’Anatolia, fino a stabilirsi, attorno al 1145, a Palermo, alla corte di re Ruggero di Sicilia.

Nel 1154 al-Idrisi realizzò un planisfero per Ruggero II. Detto Tabula Rogeriana, è una delle rappresentazioni più avanzate del mondo conosciuto, e vi rimase in uso per ben tre secoli. Al-Idrisi la realizzò in 15 anni, e la distribuì in ben 70 fogli, seguendo la divisione climatica fatta da Tolomeo prima di lui. L’originale era inciso su una lastra d’argento larga circa 3 metri, che fu trafugata in occasione di una sommossa contro il sovrano Guglielmo I di Sicilia, nel marzo 1161.

Egli fu in grado di tracciare Europa, Asia, e Africa al di sopra dell’Equatore; ma la mappa a noi appare rovesciata perché il Nord venne disposto in basso.
A questo planisfero venne affiancato un famoso libro di geografia, il “Liber ad eorum delectationem qui terras peregrare studeant” (ovvero ‘Il sollazzo per chi si diletta di girare il mondo’), chiamato semplicemente “Il libro di Ruggero”, fu finito intorno al 1154, e pubblicato in 9 tomi, in Italia , dall’Istituto Universitario Orientale di Napoli e l’IsMEO di Roma, fra il 1970 e il 1984.

L’opera è un’incredibile testimonianza della cultura geografica del XII secolo; racchiude in sé tutte le conoscenze accumulate dall’Idrisi nei suoi viaggi, nonché i resoconti di vari viaggiatori siciliani; Idrisi fu anche il primo a dare una prima, approssimativa descrizione di ciò che si trovava al di là dell’Oceano Atlantico.
Oggi sopravvivono della Tabula, dieci manoscritti: cinque dei quali con testo completo e otto contenenti le carte. Due di essi si trovano presso la Bibliothèque nationale de France; la più antica è datata intorno al 1325. Un’altra copia, fatta al Cairo nel 1553, è stata acquistata dalla Bodleian Library di Oxford, nel 1692. Il manoscritto più completo, che contiene la totalità del testo, il mappamondo, e tutte e settanta le carte, è conservato a Istanbul. Altre copie si trovano al Cairo e a San Pietroburgo.

Di Idrisi ci è pervenuta anche un’opera farmacologica, “De omnibus herbis”.
Morì in Sicilia nel 1165 circa.

Autore | Enrica Bartalotta