Vi siete mai chiesti cosa mangia il Presidente della Repubblica? Non si può dire che sia una domanda che ci si pone spesso, eppure anche da questi dettagli è passata un po’ di storia del nostro Paese. Dal 1555 alla “sicilianità” di Sergio Mattarella.

  • Menù e aneddoti dalle cucine del Quirinale.
  • Sulla tavola del sontuoso Palazzo si sono succeduti quattro re e sette presidenti.
  • I piatti preferiti da Sergio Mattarella.

Cosa mangia il Presidente della Repubblica

I piatti preparati al Quirinale, nel Palazzo che ha visto re e papi e, da oltre 70 anni, ospita i presidenti della Repubblica, rivelano una lunghissima storia. Pietanze spesso semplici, che sanno diventare raffinate.

Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’Accademia italiana della cucina curò un volume dal titolo “I menù del Quirinale“. Un viaggio attraverso 250 menù, che svela cosa hanno mangiato quattro re e sette presidenti della Repubblica.

Si scopre, così, che Vittorio Emanuele II, ultimo re di Sardegna e primo sovrano d’Italia, non era un raffinato gourmet. Umberto I era golosissimo di Marsala. La Regina Margherita, invece, amava moltissimo i ricevimenti. Con l’avvento della Repubblica, i menù furono decisamente meno ridondanti: al massimo 6 portate e non più di 3 vini, ma italiani. A fine pasto, Passito e Moscato al posto dello spumante.

A partire dai primi anni Settanta i menù del Quirinale cambiarono. Meno portate per i pranzi ufficiali, soprattutto più leggere. Con Scalfaro, poi, le portate dei convivi ufficiali si dimezzarono: un primo, un piatto di carne o pesceconvenientemente guarnito” e un dolce leggero.

Dalla cipolla di Giarratana agli anelletti

Giorgio Napolitano, ad esempio, prediligeva gli spaghetti al pomodoro, ma fatti con pomodoro di stagione, rigorosamente italiano, e conditi con olio extravergine d’oliva Canino Dop, aromatizzato con aglio polesano Doc, cipolla di Giarratana bianca della Sicilia e sedano nero di Terni.

Per l’attuale capo di Stato Sergio Mattarella, non mancano mai zuppe e vellutate: con ceci, lenticchio, roja (o roveglia, un’antichissima e particolare varietà di piselli). La piccola curiosità su cosa mangia il Presidente della Repubblica, naturalmente, chiama in causa la “sua” Palermo. Di tanto in tanto, infatti, non disdegna un assaggio di anelletti al forno. Come raccontato dallo chef del Quirinale Fabrizio Boca, inoltre, tra i suoi piatti preferiti ci sono anche spaghetti al pomodoro, verdure e pesce, ma tutto condito in modo sobrio.

Discorso diverso, invece, va fatto per i pranzi ufficiali e di Stato. Da tradizione, si svolgono nel salone delle Feste. Le portate dei pasti ufficiali si sono ridotte a tre e la durata del pranzo è di 40 minuti circa. Sulla lunga fila di bicchieri (cioè 5 calici e un flute per ognhi invitato), viene teso un nastro: così se ne verifica l’allineamento.

Si controlla, inoltre, che la distanza fra il centro di ogni piatto sia esattamente di 68,5 centimetri. Ogni posto, tranne quello del presidente, è identificato con il nome dell’invitato, scritto a mano su un cartoncino.

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