Costanza D’Altavilla Regina di Sicilia. Oggi parliamo di una delle figure femminili più importanti del medioevo in Sicilia. Donna forte, fu cosciente del proprio ruolo e dei suoi diritti in quanto legittima discendente ed erede di Ruggero II, ha dimostrato la sua grande capacità politica e diplomatica. Ha fatto ciò in un periodo storico in cui in Sicilia convivevano diverse culture: latina, bizantina, provenzale ed araba.

Cresciuta nella raffinata corte palermitana, la principessa Costanza fino all’età di 30 anni visse nella penombra considerate anche le remote possibilità di una successione al trono, e si avvicinò alla religione. Quello che in effetti appare strano è come mai Costanza non si sia sposata prima, malgrado l’alto rango e l’essere un buon partito.

Costanza D'Altavilla

Costanza D’Altavilla

Le circostanze delle successioni incredibilmente la costrinsero ad abbandonare una vita che sembrava ormai consacrata al Signore. Qualcuno sostiene che addirittura fosse già suora. Nel 1186 sposò l’allora ventunenne Enrico VI di Svevia figlio di Federico Barbarossa e di Beatrice di Borgogna, erede del Sacro Romano Impero.

Perfino Dante Alighieri cita il sacrificio del voto del velo di Costanza D’Altavilla nel III Canto del Paradiso. Se ne parla al verso 117. Costanza appare a lui e a Beatrice tutta circondata da luce della quale Piccarda dice: “non fu del vel del cor già mai disciolta“.

Costanza D’Altavilla, dal voto al matrimonio

Rimase incinta a 40 anni, giudicata all’epoca un’età molto avanzata. Il fatto fece nascere diffidenze e speculazioni, al punto che furono messe in giro voci che il figlio non era il legittimo erede dell’impero. Da qui tra storia e leggenda si narra che Costanza per dimostrare a tutti di partorire veramente il bambino, fece allestire in una piazza di Jesi una grande tenda in cui diede alla luce Federico II davanti agli occhi del popolo.

Essendo sopravvissuta al parto ed anche al marito che morì dopo poco tempo, Costanza si trovò a governare con un figlio di soli 4 anni ed una corte disunita ed infida. La regina, da madre intelligente, comprese che per garantire il trono di suo figlio era necessario scendere a patti con la Chiesa per averne la protezione dopo la sua morte.

Così  mise Federico II sotto la tutela di Papa Innocenzo III e rinunciò al titolo di imperatrice del Sacro Romano Impero circoscrivendo il suo potere alla Sicilia.

Morì  a quarantaquattro anni il 27 novembre del 1198. Fu sepolta nella Cattedrale di Palermo vicino al sarcofago del padre Ruggero II. Il piccolo Federico II che aveva solo soli 4 anni, diventò da grande uno dei più importanti reggenti della storia della Sicilia.