Abbiamo deciso di inserire tra i labirinti di Sicilia anche il Cretto di Burri, perché viene considerato tale da molti.

Il nostro continuo viaggio alla scoperta della Sicilia si ferma oggi in un luogo speciale, segnato da un drammatico evento: Gibellina (Trapani). Siamo a circa 70 chilometri da Palermo: qui, nel 1968, il terremoto del Belice ha portato distruzione e una complessa ricostruzione.

La nuova Gibellina è stata costruita con giardini pubblici, grandi piazze, palazzi post-moderni, strade larghe e tantissime opere d’arte contemporanea, di grandi dimensioni. Il progetto, noto come “Dream in Progress”, ha voluto trasformare la città in un moderno museo a cielo aperto.

Nel 1983 l’artista Alberto Burri ha visitato la città, immaginando un monumento gigantesco, creato dalle macerie: il Cretto di Burri. È un memoriale dedicato a coloro che erano morti, ma anche un legame artistico tra le città vecchie e nuove. Si tratta di una lastra di cemento di 29 acri, che ha coperto l’intera area del centro storico.

Ha inghiottito tutto, ma il layout della città originale è stato conservato, lasciando le strade come percorsi lungo il calcestruzzo. Così è nato il labirinto di Gibellina, quel Cretto di Burri che ha suscitato molte polemiche.