01La crisi è arrivata anche alle porte della Caritas siciliana. Sono sempre di più infatti, le persone comuni che non riescono ad arrivare a fine mese, e che si rivolgono alla Caritas per poter sfamare se stessi e i propri figli.

800 è il numero delle persone che nell’ultimo anno si sono rivolte a padre Sergio Mattaliano, Direttore della Caritas di Palermo. Accanto a malati e senza tetto, quest’anno ci sono anche persone comuni che faticano ad arrivare a fine mese, e che si rivolgono alla nota associazione cattolica di socio-assistenza per un pasto caldo, o per un aiuto economico volto a poter pagare l’affitto, o le bollette di gas e luce.

Il dato è allarmante, e secondo i dati della Caritas, in questi ultimi due anni è raddoppiato. L’Istat afferma che assieme alla Calabria, la Sicilia sta diventando una delle regioni più povere d’Italia, con una media di 1 povero su 3 rispetto ad una media nazionale del 26%.
Li chiamano ‘i nuovi poveri’; sono persone che posseggono una casa, e che magari hanno anche un lavoro, che hanno però bisogno di un aiuto per tirare a campare. Famiglie giovani che in poco tempo si sono ritrovate all’interno di una diversa situazione economica.

A volte basta un figlio in più o un guasto all’auto e le cose cambiano: «persone che alle ore 20 ogni sera vanno alla stazione perché sanno che gruppi di volontari distribuiscono i sacchetti con la spesa.» afferma Ottaviano Amato, responsabile del turno in notturna; ma ad essere in pericolo sono soprattutto gli anziani, soli e abbandonati, che si ritrovano insieme ai più bisognosi per richiedere cibo o qualche capo di vestiario.

E la situazione non è rosea in nessuna parte d’Italia; rispetto al 2011, i poveri in Italia sono passati dal 13,6% al 15,8% del 2012, ovvero 9 milioni e 563 mila. E nel 2013 la situazione si rivela stabile. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le famiglie numerose, con più di due o tre figli, o le famiglie con un solo genitore, oppure nuclei famigliari con genitori operai o lavoratori in proprio. Ma non sono al sicuro neppure gli impiegati, con un tasso di incidenza del 6,6%, secondo i dati dell’Istat.

Inferiore l’incidenza della povertà assoluta, che nel Mezzogiorno è passata comunque dal 9,8% del 2012 al 12,6% del 2013. Peggiore la situazione anche per le coppie di anziani, e per le famiglie che debbono accudire almeno un genitore anziano; in totale, il Sud registra un significativo aumento nelle fila più bisognose della popolazione, con uno scioccante 3 milioni 72 mila persone finite al di sotto della soglia di povertà nel 2013.

Migliora lievemente la situazione dei giovani single del Nord, spesso in conseguenza di un trasferimento presso la propria famiglia di origine, e delle coppie con un solo figlio, o delle famiglie in cui uno dei due genitori è dirigente o impiegato, al Sud; una vittoria di Pirro, insomma.

Autore | Enrica Bartalotta