01010101Il Consiglio di presidenza dell’Assemblea siciliana non ha ancora deliberato, ma secondo indiscrezioni il vitalizio erogato all’ex governatore Totò Cuffaro, in carcere in via definitiva, potrebbe essere sospeso già dal mese prossimo. Determinante sarebbe la condanna per il reato di rivelazione di segreto d’ufficio, fattispecie che rientra tra i reati contro la pubblica amministrazione, e non il reato per mafia. Gli uffici della Presidenza avrebbero studiato il dispositivo della sentenza emessa nei confronti dell’ex governatore. La legge regionale sulla spending review, che ha recepito parte del decreto Monti, prevede la sospensione del vitalizio per gli ex deputati condannati per reati contro la pubblica amministrazione, dunque Cuffaro perderebbe il vitalizio da 6mila euro lordi per il reato di rivelazione di segreto d’ufficio. Ma il deputato-questore Paolo Ruggirello spiega all’ANSA che “in questo momento non è stata presa alcuna decisione in merito alla sospensione del vitalizio”. “Non c’è alcuna delibera da parte del Consiglio di presidenza dell’Ars – aggiunge – e la vicenda non è neppure all’ordine del giorno della seduta di mercoledì prossimo”. Ruggirello aggiunge di avere letto “solo sulla stampa” della sospensione del vitalizio all’ex governatore della Sicilia e sottolinea che “spetta al Consiglio deliberare, come è avvenuto per altri casi di ex deputati”. “Il presidente dell’Ars Ardizzone non me ne ha parlato neppure informalmente”, conclude. Il capogruppo del M5s, Francesco Cappello, intanto “chiede che si proceda a un censimento di tutti quei deputati che abbiano commesso reati contro la pubblica amministrazione” e che “a causa del ritardo nell’applicazione delle legge ancora godono impuniti del privilegio del vitalizio”. A sollevare il caso in aula era stato proprio il gruppo 5stelle che la scorsa settimana aveva presentato un subemendamento, alla manovra correttiva, per estendere la sospensione del vitalizio ai reati di mafia, oltre a quelli contro la pubblica amministrazione, come prevede la legge regionale sulla spending review (la 1 del 2014) in vigore in Sicilia dal primo gennaio di quest’anno. La norma grillina fu però bocciata dall’aula col voto palese (18 voti a favore e 33 contrari, numerosi i deputati presenti ma non votanti), prima però era andato in scena un durissimo scontro tra l’ex capogruppo Giancarlo Cancelleri e il presidente Ardizzone che aveva accusato di demagogia i grillini sottolineando che la materia penale è di competenza dello Stato e che l’Ars non avrebbe potuto dunque introdurre la norma. I 5stelle reagirono distribuendo ai cronisti il resoconto sul voto palese e pubblicando poi on line i nomi dei parlamentari votanti e non votanti. “Ardizzone finalmente si decide ad applicare la legge regionale, ossia l’ art.11 comma 2 che prevede la sospensione o la revoca del vitalizio e della pensione nei riguardi di quei deputati che si siano macchiati di reati contro la pubblica amministrazione – afferma Cappello – Bene, sono trascorsi 4 mesi, ma meglio tardi che mai”. Cappello aggiunge che “la nostra battaglia non è e non sarà mai ad personam, ma è una battaglia per la legalità e dunque per l’applicazione della legge visto che in Italia fino a prova contraria la legge è uguale per tutti”.

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