Io e AsterNella casa famiglia dove vivo siamo tutti fratelli. 

Siamo tanti, solo nella struttura dove sono io siamo 28, siamo di vari paesi, religioni, chi in sedia a rotelle, chi con disagi mentali. 

La mattina quando mi sveglio, Sunil un indù mi saluta con "ciao fratello", una donna etiope che è ha una brutta malattia e vive in sedia a rotelle mi chiede sempre" Come stai'". 

Si preoccupa sempre per me e se nota che sono un pò triste mi consola con parole speciali. 

Poi ci sono tanti italiani, chi viene da storie di violenza, chi di povertà, ma quando si viene qui non importa il tuo passato si comincia tutto da zero. 

Devo dire che qui rispetto al mondo di tutti i giorni c'è molta meno cattiveria, opportunismo, falsità. 

Certo anche noi abbiamo problemi, anche perché accogliamo di continuo persone nuove e posso dire che non ci annoiamo mai! Ma c'è un senso da noi, di accoglienza, di rinascita, senso che nel mondo spesso non vedo. 

Io sono addetto alle relazioni con l'esterno ( a parte il servizio ai disabili) e con la mia moto vado in tanti posti. E devo dire sovente scopro tanta cattiveria gratuita, fine a se stessa o finalizzato al denaro. 

Ma da quando mi occupo delle buone notizie scopro tante oasi d'amore simili a dove vivo io, tante persone che fanno colse belle e accolgono l'altro. 

Tanti bei gesti, scelte di vita, e allora penso non tutto è perduto! Tante volte sono proprio i giovani che fanno cose bellissime! Il mondo è pieno di belle notizie solo che per il momento fa più notizia il male. Diventiamo noi il cambiamento, solo donando un sorriso regaliamo un pò di luce. 

Riccardo Rossi 

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