TRIESTE – Uno studio tutto italiano, condotto dall'Università di Trieste e pubblicato sulla nota rivista di scienza "Molecular Cell" svela chi si nasconde dietro le quinte del cancro, nella terribile associazione "Infiammazione – Tumore".

La proteina p53 alleata del cancro

Prima di questo studio non si comprendeva "come o perché" un meccanismo di difesa come l'infiammazione, potesse diventare un alleato del cancro, conducendo l'organismo del paziente verso la metastasi.

Oggi, è grazie allo studio condotto dal team triestino in collaborazione con il Laboratorio Nazionale CIB di AREA Science Park, si è compreso come le forme mutate delle proteine p53 non solo non sono più in grado di difendere l'organismo ma in più diventano degli accelleratori della trasformazione e della conseguente progressione del tumore.

Grazie a questo malfunzionamento, le cellule tumorali interpretano i segnali dell'infiammazione come un vademecum per attaccare con molta più aggressione l'organismo del paziente.

Come afferma Licio Collavin del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste

«La proteina p53 mutata che si accumula nelle cellule tumorali è in grado di neutralizzare un importante fattore che controlla i segnali molecolari generati dall'infiammazione.

Inattivato questo fattore, le cellule maligne rispondono in modo eccessivo al segnale infiammatorio e cominciano a esprimere un programma genetico che porta al potenziamento della loro capacità invasiva».

Una importante novità nel mondo della medicina quindi che ambisce a trovare un rimedio concreto contro la metastasi dei tumori, principale causa di morte dei pazienti con il cancro. 

Afferma ancora Collavin

«La proteina p53 mutata è un mediatore cruciale nel rapporto tra infiammazione e cancro e a seconda del contesto potrebbe essere sfruttata per spostare l'ago della bilancia e far tornare il sistema immunitario un alleato che favorisca l'eliminazione del tumore durante le terapie. Il nostro studio, quindi, apre la strada a nuove ricerche volte a sviluppare approcci terapeutici mirati, basati sullo stato mutazionale di p53 nei diversi tumori»