Dalla caverna al villaggio: inizia il seminario sull’Arte di abitare organizzato da BCsicilia e dall’Ordine degli architetti

Inizia venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 16,00 con la lezione dal titolo “Dalla caverna al villaggio”, il seminario dal titolo“L’Arte di abitare”, organizzato da BCsicilia, dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo e con il patrocinio del Comune di  Bagheria. Relatore sarà Massimo Cultraro, Archeologo del CNR. Il corso prevede tre lezioni che si svolgeranno a Bagheria presso Villa Cattolica sulla SS.113. La relazione sarà preceduta dalla presentazione di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, Franco Miceli, Presidente appcpa, Romina Aiello, Assessore alla Cultura del Comune di Bagheria e Maria Giammarresi, Presidente della Sede di Bagheria di BCsicilia. Il secondo incontro si terrà venerdì 18 gennaio dal titolo “La città punica”, relatore sarà Adriana Fresina, Archeologa e Soprintendente del Mare, nella terza lezione di venerdì 25 gennaio si parlerà invece della “Città greca in Sicilia”, con una relazione di Amedeo Tullio, Archeologo dell’Università di Palermo. A tutti gli iscritti verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso. Per informazioni Tel: 3356236293 – Email:bagheria@bcsicilia.it
Agli architetti verranno accreditati, presso il CNAPPC 3 CFP, previa iscrizione on-line, tramite la piattaforma im@teria. A tutti gli iscritti verrà rilasciato attestato di partecipazione al corso.
La lezione mira ad analizzare, all’interno di un ampio quadro cronologico e diacronico, il sistema di scelta, modellazione ed utilizzo degli spazi abitativi nella Sicilia antica. Grazie alla sua straordinaria ricchezza e varietà della documentazione archeologica, l’isola, si qualifica come un interessante laboratorio  di esame e di sperimentazione  nel tentativo di ricostruire i sistemi di creazione e occupazione dello spazio abitato, nella sua più ampia articolazione di funzioni e destinazioni. Sarà focalizzata l’attenzione su  alcuni specifici  modelli di scelte abitative, quali le grotte naturali della regione palermitana utilizzate fin dal Paleolitico superiore come esempio di spazi polifunzionali, per poi passare all’affermarsi dei primi villaggi all’aperto nel corso del Neolitico, contraddistinti dalla più antica suddivisione dello spazio antropico in rapporto alla funzione (area di produzione, di residenza, di stoccaggio, di culto).
Massimo Cultraro è archeologo, primo ricercatore (senior researcher) presso l’IBAM e del CNR, Catania. È docente di Archeologia Egea all’Università di Palermo e presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università Statale di Milano, nonché professore di prima fascia nella disciplina Abilitazione Scientifica Nazionale e componente del collegio di dottorato in Territorio e Cultura presso l’Università di Tor Vergata a Roma.
I suoi campi di interesse riguardano la Grecia dell’età del Bronzo e la Preistoria della Sicilia, con particolare attenzione alle dinamiche dei contatti transmarini e ad aspetti della produzione tecnologica, come l’artigianato su metallo ed ambra.
Nel 2007 gli è stata affidata la direzione scientifica del progetto “Il Museo Virtuale dell’Iraq”, finalizzato alla restituzione al vasto pubblico del patrimonio archeologico dell’antica Mesopotamia dopo le devastazioni belliche del 2003.  Il progetto, è stato prescelto a rappresentare le eccellenze scientifiche italiane ai lavori del G8 degli Enti di Ricerca tenutosi a Venezia nel maggio 2009. Nel 2012 è stato insignito del Premio Virgilio Lavore – Ninfa di Camarina, sotto il patrocinio del MiBACT, per l’attività svolta a favore della ricostruzione del patrimonio culturale in Iraq.