01Francesco Battiato, in arte Franco, è un eclettico compositore, cantautore, cineasta italiano. È stato anche, per un breve periodo, Assessore Regionale al Turismo della Sicilia.

È nato il 23 marzo del 1945 a Jonia, un paese in provincia di Catania, sorto durante il Fascismo dalla fusione dei comuni di Riposto e Giarre.
Dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il liceo “Archimede” di Acireale, nel 1965 si trasferisce prima a Roma e poi a Milano. In quel periodo, il giovane Francesco passava le sue serate con il cast del “Club 64”, locale di cabaret dove conobbe alcuni artisti quali Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, e l’amico e mecenate Giorgio Gaber. In questo periodo, Battiato interromperà i suoi studi universitari per potersi dedicare interamente alla musica; tra le sue prime produzioni vi sono infatti due singoli pubblicati per la rivista “Nuova Enigmistica Tascabile (NET)”, il primo, “L'amore è partito”, venne presentato da Beppe Cardile e Anita Harris al Festival di Sanremo del ‘65, il secondo “…E più ti amo”, fu un successo di Alain Barrière; il brano verrà riproposto, successivamente, nell'album “Fleurs 2”, uscito nel 2008.

Con Gregorio Alicata, pianista di Edoardo Vianello, formerà il duo “Gli Ambulanti”, che si esibiva in un mini-spettacolo itinerante davanti alle scuole, con un suo repertorio di canzoni di protesta. Sarà Giorgio Gaber a lanciarli, proponendo le loro canzoni alla casa discografica Nanni Ricordi. In questo periodo, tra Alicata e Battiato sorgono delle incomprensioni che porteranno allo scioglimento del duo; Battiato continuerà la sua carriera come cantante solista, grazie anche a Giorgio Gaber, che lo farà scritturare dall’etichetta Jolly, per cui pubblicò i primi singoli “La torre” e “Le reazioni”. Ed è proprio con “La torre” che Battiato apparirà per la prima volta in televisione, il 1° maggio del 1967, nel programma “Diamoci del tu”. Fino ad allora, Battiato si faceva ancora chiamare Francesco, com’è il suo nome di battesimo; fu l’amico Gaber a consigliargli invece di chiamarsi Franco, per distinguersi da un altro giovane cantautore che quella sera prese parte sul palco insieme a lui: Francesco Guccini. Sempre con Gaber, Battiato collaborerà alla stesura di “…E allora dai!”, brano presentato al Festival di Sanremo del 1967, e “Gulp Gulp”, sigla della trasmissione televisiva “Diamoci del tu”, condotto da Giorgio Gaber e Caterina Caselli.

Nel 1968 Battiato passa alla Philips, con l'intento di abbandonare il filone ‘canzoni di protesta’ per avviarsi verso il genere romantico, e uscire così dalla produzione musicale di nicchia per raggiungere una più vasta fetta di mercato. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri alla stesura di alcune canzoni interpretate da altri artisti, come “A lume di candela”, cantata da Daniela Ghibli, e registra per sé “Vento caldo”, “Marciapiede”, e il brano “È l'amore”, traccia che si rivelerà il primo successo commerciale dell’artista. Nel 1969, Battiato partecipa alla manifestazione radiotelevisiva “Un Disco per l'estate” con il brano “Bella ragazza che verrà”, e alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando “Sembrava una serata come tante”.
Dal ’71 al ’75, il cantautore si cimenterà in brani di musica sperimentale, attraverso l’uso costante di strumenti e sonorità elettroniche. Pubblicherà “Fetus” per la casa discografica indipendente Bla Bla; l’opera, un mix di melodie mediterranee con pezzi surreali, e brani nati dallo scontro tra musica campionata e sintetizzatore, fu il prodotto della lettura de “Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley, distopia scientifica sul futuro dell’umanità. L’album venderà 7.000 copie e ne verrà fatta anche una conseguente versione inglese.

Successivamente, Battiato pubblica “Pollution”, con cui ottiene il maggior successo; in questo periodo sarà supporter dei concerti di diverse band e artisti di respiro internazionale, come Brian Eno, Magma, Tangerine Dream, John Cale e Nico. Grazie alle lezioni musicali del maestro Karlheinz Stockhausen, Battiato si converte verso il segmento della musica d’avanguardia, più intellettuale e di gusto intimista; in questo periodo pubblica infatti “Sulle corde di Aries”: un mix di musica acustica di sapore arabo e sonorità elettroniche.
Il 1974 vede la volta di “Clic”, album dedicato al musicista e amico Karlheinz Stockhausen, che verrà successivamente ristampato in inglese con la traccia “Aria di Rivoluzione” (“Revolution in the air”); una curiosità: l’LP contiene il brano “Propiedad prohibida”, ancora oggi utilizzato dal programma Tg2 Dossier come sigla. L'opera successiva, intitolata “M.elle le ‘Gladiator’”, è un’opera di dieci minuti di campionamenti e sovraincisioni e circa venti minuti di suoni d'organo, registrati presso la Cattedrale di Monreale.

In questo periodo si cimenta anche nella realizzazione di alcuni brani per altri cantautori: nel 1971, sarà co-autore del singolo “Tarzan”, del gruppo Capsicum Red, e fonderà la band “Osage Tribe”, con cui inciderà il pezzo “Un falco nel cielo”; la canzone diverrà, successivamente, sigla del quiz televisivo “Chissà chi lo sa?”.
L'anno dopo, Battiato sarà coautore di uno dei singoli del nuovo LP della band: “Hajenhanhowa”, e sotto il falso nome Genco Puro & Co. collaborerà al disco “Area di servizio” di Riccardo Pirolli, offrendo la sua voce per i brani “Giorno d'estate”, “Nebbia e Biscotti e the”.
Nel 1973, realizzerà il brano “Gil” per la band musicale dei Jumbo, e parteciperà al disco “La finestra dentro”, dell'amico Juri Camisasca.
E sarà proprio con Juri Camisasca che nel 1975 parteciperà a “Telaio magnetico”, un tour di musica progressivo-sperimentale, a cui parteciperanno anche artisti come Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e Lino Vaccina, da cui venne tratto anche un disco. Nell'estate dello stesso anno, farà parte del cast del “Festival del proletariato giovanile” organizzato presso Parco Lambro dalla rivista “Re Nudo”.

Nel 1976 con la chiusura della Bla Bla, Battiato passa alla Dischi Ricordi e si dedica alla scoperta delle avanguardie colte con gli album “Battiato”, del ‘77, “Juke Box” e “L’Egitto prima delle sabbie”. Fu in questo periodo che iniziò la sua prima esperienza teatrale, portando in scena, nel febbraio dello stesso anno, il musical “Baby Sitter”; privo di canovaccio, il lavoro è ispirato al concetto di ready-made dell’artista francese Marcel Duchamp.
Nello stesso periodo, Battiato conosce il musicista Giusto Pio, che gli impartirà lezioni di violino. Nel 1979, con il brano “L'Egitto prima delle sabbie”, tratto dall’omonimo album, si aggiudica il Premio Stockhausen di musica contemporanea; successivamente gli verrà affidata, assieme a Giusto Pio, la direzione artistica dello spettacolo “Polli d'allevamento”, scritto e diretto dall'amico Giorgio Gaber, da cui verrà tratto un disco live.

Il 1978, segna il ritorno alla musica cantautorale pop italiana. Grazie alla collaborazione con l’amico Giusto Pio, pubblicherà i brani “Adieu” e “San Marco”, con testo in francese, sotto lo pseudonimo Astra. L'anno dopo, Battiato riprenderà le note di “Adieu”, per una nuova canzone: “Canterai se canterò”, pensata per Catherine Spaak, e nel 1989 per “Una storia inventata”, interpretata da Milva.
Nel 1979, passa alla EMI, sotto l’egida di Angelo Carrara. In questo periodo si avvicinerà alla disciplina del sufismo, e si iscriverà all'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, per coltivare lo studio della lingua araba. Nell'autunno dello stesso anno, registra “L'era del cinghiale bianco”, brano contenente riferimenti alle idee esoteriche dello scrittore e intellettuale René Guenon. L’album viene accolto con molta delusione, sia dagli ambienti discografici che dal pubblico; ma riceverà, da una specifica commissione musicale, il riconoscimento di ‘miglior album italiano dell'anno’.
All’interno del disco, è presente anche la prima canzone scritta interamente in siciliano: “Stranizza d'Amuri”. Al lancio dell’album fece seguito un tour della Penisola, caratterizzato da una discreta presenza di pubblico.

Dopo appena un anno, esce il nuovo album “Patriots”, di discreto successo, che non dimentica lo stile sognante e arabeggiante che ha caratterizzato fino a qui la produzione del cantautore; molti anche i riferimenti intellettuali, in testi come “Prospettiva Nevski”, “Le Aquile” e “Venezia-Istanbul”, e le citazioni letterarie in brani come “Frammenti” e “Passaggi a livello”.
Nasce qui ‘la nuova idea di canzone’ proposta dall’artista: frammenti e citazioni letterarie si intrecciano alla melodia dei brani, senza il proposito di voler costruire una storia né di voler trattare una tematica specifica; facendo sì che siano dunque le parole a costruirne il senso, nonché il verso, Battiato caratterizzerà quella che è l’essenza stessa della costruzione della musica ‘popolare’ (pop, appunto).
Iniziano qui nuove collaborazioni con artisti emergenti del tempo, ad esempio con la cantante Alice, con la quale scriverà, nello stesso anno, “Il vento caldo dell'estate”, brano in cui sono presenti anche accordi d’organo.

Con l'uscita dell'album “La voce del padrone”, Battiato porta la sua ‘contaminazione’ musicale su un livello colto e raffinato ma perfetto per un pubblico più vasto: semplice, leggero e di facile lettura, questo lavoro segnerà la sua consacrazione definitiva al grande pubblico: era il 1981; qui finiranno i noti brani “Cuccurucucù” e “Centro di gravità permanente”, che richiama il pensiero del mistico armeno e scrittore Georges Ivanovič Gurdjieff. L’opera scalerà lentamente le classifiche, per poi avviarsi al successo, nell’autunno dello stesso anno, arrivando a tagliare il traguardo del milione di copie; l’album riceverà il premio “Gondola d'oro” e si aggiudicherà il secondo posto del noto magazine di musica “Rolling Stone”, nella lista dei 100 album italiani più belli di sempre.
Nello stesso anno, Battiato scriverà l’album “Energie” per la cantate siciliana Giuni Russo.
Risultati simili a “La voce del padrone” vengono raggiunti da “L'arca di Noè”, del 1982: disco italiano più venduto nell'anno, con 550.000 copie. In questo lavoro, di stampo più pessimistico, svetteranno brani come “Scalo a Grado”, “Radio Varsavia” e “Voglio vederti danzare”.

Nell'autunno del 1983, Battiato esce con il nuovo disco “Orizzonti perduti”, che si distingue per il massiccio uso di musica elettronica e la totale assenza di strumenti acustici. In coppia con Alice, parteciperà all'Eurovision Song Contest del 1984, con il brano “I treni di Tozeur”, che si piazza al quinto posto della classifica; nello stesso anno metterà in atto un concerto telematico per il programma televisivo Mister Fantasy.
Nel 1985 esce “Mondi lontanissimi”, con brani di stampo fantascientifico e suoni computerizzati e melodie di tipo classico. Nello stesso anno lancia, per il mercato spagnolo e quello Anglosassone, la raccolta “Echoes of Sufi Dances”, e dà inizio alla sua carriera di compositore colto, pubblicando diversi lavori di musica sacra e accademica.

Il ritorno alla canzone si ha con l’album “Fisiognomica”, d’impostazione accademica e timbro spirituale. L’album è ispirato dall’omonima opera di Aristotele e segnerà il trasferimento dell’autore da Milano alla Sicilia. È questo il periodo di “E ti vengo a cercare” e “Veni l'autunnu”, brano caratterizzato da fonemi in lingua araba e siciliana. Il disco vende più di 300.000 copie, a cui seguirà un tour internazionale. Grazie a questo nuovo LP, nel 1989, su richiesta dello stesso Papa Giovanni Paolo II, Battiato diventerà il primo cantante di musica leggera a esibirsi nello Stato del Vaticano.
Nello stesso anno nasce “Giubbe rosse”, primo album live dell’artista, contenente anche “Alexander Platz” e “Mesopotamia”; inizierà a comporre musiche per il cinema e per la televisione.

Il 1991 vede il lancio di “Come un cammello in una grondaia”, fatica che supererà le oltre 25.000 copie, e che vedrà l’artista cimentarsi nel suo tentativo di avvicinare la musica popolare a quella classica e sinfonica, tramite melodie e brani di carattere religioso e intimistico, nonché la totale assenza di elementi di tipo ritmico; nell'album sono presenti anche quattro componimenti classici: di Richard Wagner, Vicente Martín y Soler, Johannes Brahms e Ludwig van Beethoven, e “Povera Patria”, traccia inedita del cantautore di chiara invettiva politica; il brano viene premiato nel 1992 con la Targa Tenco, come miglior canzone dell'anno. Nello stesso anno, si esibirà a Baghdad con l'Orchestra Nazionale Irachena.
Una volta tornato in Italia, l’artista pubblicherà un nuovo album di inediti dal titolo “Caffè de la Paix”, con inflessioni pop del Battiato anni Ottanta e testi di natura teologica, che si vanno ad intrecciare a strumenti classici e sonorità arabeggianti; l'opera viene definita ‘Miglior Disco dell'Anno’ dal referendum di “Musica e dischi”. Dell'anno successivo sono il live “Unprotected” e “Messa arcaica”. Sempre nel 1993, presenterà “Gilgamesh”, un’opera in due atti messa appunto per il Teatro dell'Opera di Roma.

Il 1994 segnerà l’inizio della sua collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, da cui scaturirà innanzitutto l'opera teatrale “Il cavaliere dell'intelletto” e LP “L'ombrello e la macchina da cucire”. Nell'autunno del ‘96, esce sotto la casa discografica Mercury, con il lavoro “L'imboscata”, che unisce musica elettronica a sonorità sinfoniche, ai testi aulici dello Sgalambro, ottenendo un grande successo di critica e di pubblico, e guadagnando il secondo posto nella classifica FIMI Artisti; il disco diventa il nono album più venduto in Italia in quell’anno. Molti i passaggi di lingue diverse inseriti nell’album (presi dall’inglese, dal francese, dal portoghese e dal tedesco); album che verrà lanciato anche in Spagna e che contiene il noto brano “La cura”, (dalle oltre 30.000 copie vendute), e il pezzo “Strani giorni”. Successivamente, Battiato partecipa al Concerto del Primo Maggio e al Festivalbar.

Nell’autunno del 1998 esce con “Gommalacca”, altro lavoro dalle sonorità rock-elettroniche, farcito di distorsioni e sovraincisioni, tra cui spicca il brano “Casta Diva”, contenenti alcuni campionamenti degli acuti di Maria Callas, “Auto Da Fe'”, e le più conosciute “Il ballo del potere” e “Shock in my town”; il disco si aggiudica la Targa Tenco del 1999.
Per la fine dell’anno, l’artista pubblicherà per la Sony i sette movimenti che compongono “Campi Magnetici”, momentaneo ritorno all’avanguardia dei primi anni Settanta. Il nuovo millennio si aprirà per il cantautore con l’assegnazione del premio Librex Montale.
Nell'autunno del 1999, il compositore catanese pubblica l’album “Fleurs”, un raffinato ‘concept cover album’ composto da due inediti e dieci canzoni di vari artisti degli anni Cinquanta e Sessanta, sia italiani che stranieri, con arrangiamenti di musica da camera.
Nella primavera del 2001 pubblica, ancora per EMI, “Ferro battuto”, al cui interno si trova un duetto con il leader e cantante dei Simple Minds, e un rifacimento di “Hey Joe”, omaggio al chitarrista americano Jimi Hendrix; ancora presenti sono i testi di Sgalambro e il multilinguismo.
Nel novembre del 2011, l’artista partecipa al disco “Sogno nº1”, dono della London Symphony Orchestra al cantautore genovese Fabrizio De André, omaggiato dallo stesso Battiato in “Fleurs”.
Il 30 agosto del 2002 esce “Fleurs 3”, con dediche a Gino Paoli e Bruno Lauzi, e solo successivamente, nel 2008, “Fleurs 2”, contenente il singolo “Tutto l'universo obbedisce all'amore”, eseguito insieme alla conterranea Carmen Consoli, e il rifacimento di un brano di Sergio Endrigo “Era d'estate”.

Nel maggio del 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito della Medaglia ai benemeriti della cultura e dell'arte, insieme a Katia Ricciarelli e Susanna Tamaro; il 2004 lo vede partecipare alla prima edizione del “Festival teatro-canzone Giorgio Gaber”. Nell’autunno dello stesso anno, Battiato pubblica “Dieci stratagemmi”, per l’etichetta Sony Music, album tratto dall’opera “I 36 stratagemmi” di Gianluca Magi (a sua volta ispirato a “L'arte della guerra” del generale cinese Sun Tzu). Tra il 2004 e il 2005 pubblica i live “Last Summer Dance” e “Un soffio al cuore di natura elettrica”; nel 2007 lancerà “Il vuoto”, in cui, oltre ai testi di Manlio Sgalambro, è presente una partecipazione del gruppo hard rock sardo Mab, composto da soli elementi femminili. Il 13 novembre 2009, è la volta di “Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti”, opera antologica contenente due brani inediti e alcune cover, esplicito atto d’accusa contro il potere politico; all’interno dell’album è presente anche il componimento “U cuntu”, in lingua siciliana.

Battiato apre il 2011 con la partecipazione al “Festival della Canzone Italiana” presentato in quell’edizione da Gianni Morandi. Per l’occasione si vestirà dei ruoli di cantautore e di direttore d'orchestra, per il giovane siciliano Luca Madonia. Nell'autunno seguente esce l’opera lirica ‘in due atti e un epilogo’, concept-album ispirato e dedicato al filosofo Bernardino Telesio, che verrà presentato al Teatro Rendano di Cosenza il 6 maggio dello stesso anno.
A cinque anni di distanza dall'ultimo album di inediti, esce “Apriti sesamo”, opera in cui viene ripreso il rapporto tra spirito e materia, ultimo lavoro dell’artista con il filosofo e scrittore catanese Sgalambro, che raggiunge il record delle 30.000 copie vendute. Qui, l’indignazione politica si intreccia al tema, sempre esistente, della ricerca spirituale e del raggiungimento di un equilibrio personale.

A Milo, in provincia di Catania, Battiato si esibirà, nell’agosto del 2013, al concerto/tributo organizzato in ricordo di Lucio Dalla, insieme ad artisti come Noemi (con cui il cantautore catanese canterà “La cura”), Enrico Ruggeri, Gianluca Grignani, e Luca Carboni. Il 26 novembre esce “Del suo veloce volo”, disco live che contiene anche alcuni classici dell’artista, reinterpretati dal gruppo musicale Antony and the Johnsons. Nei mesi di luglio e agosto 2014, parte il tour itinerante del progetto di musica elettronica “Joe Patti's experimental group”, frutto delle note di sintetizzatore, tastiera e pianoforte; progetto che sarà propedeutico all’uscita del nuovo album dell’artista, del 14 settembre successivo, che segnerà il suo ritorno alla musica sperimentale.

Oltre al suo amore per la musica e l’arte, Battiato svilupperà, sin dagli anni Novanta, una discreta passione per la pittura. Diverse le tele e tavole lavorate con colori a olio e terre, che l’artista presenterà in diverse mostre a partire dal 1993, in città quali Roma, Catania, Firenze, Stoccolma, Miami, Istanbul e Göteborg. Sotto lo pseudonimo di Süphan Barzani, Battiato si concentrerà soprattutto nelle rappresentazioni di figure iconiche e soggetti dal gusto bizantino; le copertine di “Fleurs” e “Ferro battuto” ne sono un esempio.
Appassionata è anche la sua collaborazione con l’ambiente cinematografico; dopo un'unica esperienza attoriale nella pièce shakesperiana “Molto rumore per nulla”, del 1973, apparirà in una scena del film di Corrado Farina “Baba Yaga”, per poi dedicarsi quasi esclusivamente alla composizione di colonne sonore, sceneggiature e videoclip. Inizierà nel 1990 con le partiture per il film tivù “Una vita scellerata”, per poi proseguire con “Il giorno di San Sebastiano”, del 1994. Il regista Nanni Moretti utilizzerà diversi componimenti del Battiato, nel suo film “Bianca” del 1983, in “La messa è finita” del 1985 e in “Palombella rossa”, del 1989.

Nel 2003, Battiato dirige e sceglie le musiche del suo primo film “Perdutoamor”, con cui si aggiudicherà il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente. Nel 2005 alla Mostra del Cinema di Venezia, lancia “Musikanten”, opera filmica che tratta gli ultimi quattro anni di vita del compositore Ludwig van Beethoven, e nel 2007 esce il suo terzo film, scritto a quattro mani con Manlio Sgalambro: “Niente è come sembra”.
Nel 2007 si occupa anche delle riprese di “La Sua figura”, docufilm sulla vita e le opere dell’amica e cantante Giuni Russo. Nel 2010 presenta “Auguri Don Gesualdo”, incentrato sulla vita e le opere dello scrittore siciliano Gesualdo Bufalino. Nel 2014 esce “Viaggio nel regno del ritorno”, e si prepara alle riprese per il documentario “Attraversando il Bardo”.

Autore | Enrica Bartalotta