01La disoccupazione non cala, e in Sicilia è arrivata a raggiungere il 42%, ovvero quasi il 15% in più della media nazionale, secondo Vito Lo Monaco, Presidente del Centro Pio La Torre.

Secondo un bilancio dell’Inpd, nel 2013 erano infatti 500 mila i giovani siciliani compresi tra i 15 e i 34 anni, che non studiano e non hanno un lavoro; ragazzi definiti NEET (Not in Education Employement Training), ovvero giovani fuori dal Sistema, che non stanno neanche ricevendo una formazione professionale, che li porterà ad occupare una posizione lavorativa poi.

«È una tragedia sociale tra le più grandi che la Sicilia abbia mai conosciuto», afferma Vito Lo Monaco; numeri allarmanti, che a qualcuno hanno già fatto pensare ad un possibile risvolto amaro della faccenda: «il futuro della Sicilia è allo sbando, probabile obiettivo del reclutamento mafioso.» ha aggiunto Franco Garufi, coordinatore del Dipartimento Mezzogiorno e Politiche di Coesione per la CGIL.

E le cose non sembrano essere molto diverse al Nord; Torino guida la classifica delle città fredde con un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente, che ha portato il segmento dei giovani disoccupati a sfondare il tetto del 44%. E, secondo i dati dell’Istat, dal 2006 al 2013, la disoccupazione giovanile non ha fatto altro che aumentare, a Torino e nella provincia, come nel resto d’Italia. E le cifre presentate per il terzo trimestre di quest’anno, non sembrano essere incoraggianti.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, sono circa 710 mila i giovani in cerca di un lavoro. La debolezza di questa fase del ciclo economico italiano, si riflette sul Prodotto Interno, che anche in questi ultimi tre mesi del 2014, ha subìto una leggera flessione; la buona notizia è che il tasso di occupazione è rimasto stabile, e in generale anche quello di disoccupazione (che in agosto ammontava al 12,3%), ma non ci consola sapere che i veri aumenti riguardano i giovani.

Quest’anno, nell’intera Penisola sono stati registrati cali nell’occupazione giovanile tra i 15 e i 35 anni; l’1,4% di loro infatti, è andato a rimpolpare le già gravose file dei senzalavoro. Le prime proiezioni sulla regione Sicilia, effettuate in agosto dal Diste Consulting per la Fondazione Curella, parlavano già di un disastroso 60%, per i giovani dai 15 ai 24 anni, che, incrociati con i dati generali arrivano a formare un totale di circa 200.000 posti di lavoro in meno rispetto al 2006.

Dati che confermano il destino migratorio dei siciliani, che insieme a molti altri cittadini del Mezzogiorno, sono costretti a spostarsi nelle grandi città del Centro e del Nord, se vogliono sopravvivere. Una tragedia per quasi tutti i settori della produzione, dal manifatturiero a quello dei servizi, e in particolare delle costruzioni: che l’anno passato ha registrato un calo dell’8,9%.

Autore | Enrica Bartalotta