La pasticceria di Sicilia più dolce.

  • Dolci siciliani degli innamorati: un viaggio tra le dolcezze da dedicare alla persona amata.
  • Tra tradizione e maestria ai fornelli, le ricette più celebri.
  • Sono prodotti da gustare e da donare con il cuore.

Quando le parole non sono sufficienti, ditelo con un dolce. Non possiamo che iniziare in questo modo il viaggio che facciamo oggi alla ricerca di alcuni prodotti di pasticceria siciliana davvero particolari. Abbiamo parlato in tante occasioni delle specialità della nostra isola ed è per questo che vogliamo dedicarci a un argomento molto più curioso: i dolci siciliani degli innamorati. Avete proprio letto bene. Si tratta di alcuni prodotti che vengono amorevolmente preparati in occasioni speciali. Si donano alla persona che conquista il nostro cuore, ma non solo. Si servono, ad esempio, in occasione di fidanzamenti e matrimoni. Mettetevi comodi, perché ne vedrete delle belle.

I dolci siciliani degli innamorati

Fino agli anni Cinquanta, a Scicli, in occasione dei matrimoni era buona consuetudine preparare la “spinnagghia“, un banchetto ricco di dolci. Le donne cucinavano passavulanti e biscotti ricci, accompagnati da frutta secca e dalla torta nuziale (con pan di Spagna e panna). A completare il tutto ci pensavano confetti croccanti e rosoli. A Ragusa, nel sito della chiesa di San Giacomo (sorta sulle rovine del tempio della Dea della fecondità Lucina), un tempo i giovani passeggiavano la domenica alla ricerca di una fidanzata. Quando la trovavano, la incontravano nel punto più romantico del viale. Nell’attesa degli innamorati, le giovani gustavano cutumeddi (cotti nel miele) e parmette (palmette).

Ci spostiamo a Palermo e dintorni, per parlare della chiave di San Pietro. Questo dolce si preparava il 29 giugno, per regalarlo ai neo sposi. Simboleggiava la speranza che ai due innamorati si sarebbero aperte le porte del paradiso. Sempre nel Palermitano, ma a Palazzo Adriano, si portavano doni nel giorno di San Martino, inclusi i dolci tipici del periodo. Cambiando zona, facciamo tappa a Mistretta, dove si preparava per i fidanzamenti la pasta reale bianca. A Capizzi, invece, si offrono i “cosi duri niuri”, mentre a Nicosia, durante i matrimoni, si servivano le zukkarine, dei biscotti.

Sempre per matrimoni e fidanzamenti, ma a Canicattì, faceva la sua comparsa lo spinnagliu. A Trapani, invece, spazio ai biscotti d’a zita e ‘a cuddura. Quest’ultimo è un pane dolce a forma di cuore, simbolo di amore eterno offerto dalle fidanzate. Per tutti, in qualsiasi regione, ai matrimoni non mancavano mai le mennuli agghiazzati, cioè le mandorle ricoperte di zucchero. Che dire: i dolci siciliani degli innamorati fanno davvero bene al cuore! Foto: Edsel Little – Licenza.

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