Ricorre oggi l’anniversario dell’omicidio di don Pino Puglisi. Il sacerdote è stato ucciso a Palermo dalla mafia il 15 settembre di 29 anni fa. Oggi, nella Cattedrale del capoluogo, alle ore 18, la celebrazione presieduta dall’arcivescovo Corrado Lorefice.

L’omicidio di Don Pino Puglisi 29 anni fa

Oggi pomeriggio, per l’inizio del nuovo anno pastorale, l’arcivescovo presiederà la celebrazione (animata dagli insegnanti di religione e delle altre discipline delle scuole dell’Arcidiocesi e dai docenti della Scuola Teologica di Base) in memoria del Beato Giuseppe Puglisi, il sacerdote che lottava per il riscatto del quartiere Brancaccio, ucciso dalla mafia.

Con l’occasione sarà consegnata alla Chiesa di Palermo la lettera dell’arcivescovo intitolata “Fino al compimento dell’Amore”, con la quale si apre l’itinerario lungo il 30esimo anniversario dell’uccisione del sacerdote.

“Care sorelle e cari fratelli – scrive l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice – mi rivolgo a voi, grande comunità di uomini e donne che la storia ha posto sui solchi dolorosi ma fecondi scavati dalle orme di decine di martiri, i martiri della spietata violenza generata dalla sopraffazione della cultura mafiosa”.

“Oggi varchiamo insieme la soglia del trentesimo anno dall’uccisione del Beato Padre Pino Puglisi e camminando ancora lungo quei solchi che il tempo non ha eroso né inaridito, ne ammiriamo i frutti, che siamo noi stessi, noi che tanto desideriamo vivere nel mondo come umili testimoni dell’esempio che abbiamo ricevuto e abbiamo accolto”.

“Il martire Puglisi continua ad accompagnare la Chiesa”

“L’esempio di Gesù alla lavanda dei piedi (‘Li amò sino alla fine’) si è rinnovato nel corpo di coloro che lo hanno imitato amando fino alla fine, cioè fino al compimento dell’amore. Trent’anni dopo, il martire Giuseppe Puglisi continua ad accompagnare la sua e nostra Chiesa“.

Il sacerdote fu ucciso con un colpo di pistola, mentre era girato di spalle, il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo 56esimo compleanno. Padre Pino Puglisi è stato beatificato il 25 maggio del 2013, quale martire della fede, in “odium fidei”.

“Quest’anno che comincia oggi non sarà solo di commemorazione ma – innanzitutto – di conversione: per questo voglio invitare voi tutti a incamminarci su un itinerario che ripercorra le sue vie. Proseguiamo su questo solco fatto di passione per la Parola e passione per gli uomini, rileggiamo con lui la teologia dell’Incarnazione: Cristo si fa uomo, affinché l’uomo diventi umano. Dentro questo mistero è il ministero del nostro padre Pino: lui che accoglie il martirio perché la città diventi più umana, il quartiere diventi più umano, ogni strada e il nostro modo di viverci, il nostro stile del convivere, diventino più umani”.

L’esempio di Padre Pino Puglisi, “un dono per noi”

“Non posso non ricordare che in questo stesso giorno, quattro anni fa, Papa Francesco è venuto a inaugurare idealmente il nostro metterci in cammino sui passi di padre Pino. Lo ha fatto venendo a visitare le case di Brancaccio e indicandoci subito la sedia rotta nella saletta del nostro Beato: continua a dirci, padre Pino, che il luogo in cui dobbiamo collocarci non è una poltrona, non è una stanza chiusa, ma è fuori, tra le strade, là dove gli uomini costruiscono la storia, affinché sia una storia pienamente umana, secondo il desiderio di Dio”.

E prosegue: “Continua a dirci, Don Pino, che scoprire la gioia di questa fatica, la gioia della condivisione di questi passi, anche quando sono sofferti, e di questo pane, anche quando è misero, è ciò che scatena la ribellione del male che vuole invece, per il pane, mettere gli uomini l’uno contro l’altro: l’uno pronto ad usare l’altro, a distruggere l’altro, a praticare la fallace arroganza del dare la vita e la morte all’altro”.

“Il male prova a blandirci, a insinuarci il dubbio che sarà questo a renderci felici: la mafia è stata ed è per la nostra Palermo, la più grande illusione di felicità. Padre Pino Puglisi e con lui tutti i martiri della mafia in questa nostra città, in questa nostra diocesi, sono un dono per noi: intonano con gioia per l’intera umanità il canto nuovo attorno al trono dell’Agnello il canto della Pasqua, che nasce dalla certezza che ogni vittima per amore vincerà sul male e sulla morte e ogni piccolo, ogni povero erediterà il regno dei cieli“.

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