Blitz dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani ai danni dei fiancheggiatori del super boss latitante Matteo Messina Denaro. La Procura distrettuale antimafia di Palermo ha emesso quattordici provvedimenti di fermo, che sono in esecuzione dell'alba, a carico di altrettanti soggetti, indagate per associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. Al centro delle indagini delle forze dell'ordine c'è la cosca mafiosa di Marsala: gli accertamenti hanno fornito "inediti e importanti elementi, per l'epoca – sottolineano gli investigatori – riguardanti l'operatività e la possibile periodica presenza del latitante nella Sicilia occidentale".

La Repubblica ha pubblicato proprio oggi, una foto mai vista prima del giovane Messina Denaro al matrimonio della sorella Giovanna nel 1982. 

Ha vent'anni in questa immagine e ancora nessuno può immaginare il ruolo del rampollo di don Ciccio Messina Denaro, boss di peso e campiere della famiglia D’Alì, la famiglia del futuro sottosegretario agli Interni del governo Berlusconi. E’ il 1982, l'anno del primo omicidio per Matteo Messina Denaro. Dieci anni dopo, sarebbe diventato l'erede di Totò Riina.