È morto l'ex ct della Nazionale Azeglio Vicini. Il prossimo marzo avrebbe compiuto 85 anni. Se n'è andato ieri nella sua casa di Brescia, città dove sono nati i suoi figli. Era malato da tempo. Una delle ultime uscite pubbliche è stata a marzo di un anno fa quando a Palazzo Loggia a Brescia presentò il suo libro "Azeglio Vicini. Una vita in azzurro" scritto con il figlio Gianluca e la moglie Ines.

È stato il tecnico degli azzurri ai Mondiali di Italia '90 ed è rimasto ct fino al 1991, prima di lasciare la guida Nazionale ad Arrigo Sacchi. Nella competizione che lo vide guidare gli azzurri, l'Italia chiuse al terzo posto dopo aver perso la semifinale ai rigori contro l'Argentina. Nella finale per il terzo posto la nazionale vinse 2-1 contro l'Inghilterra con i gol di Roberto Baggio e di Totò Schillaci, poi laureatosi capocannoniere.

Vicini era nato a San Vittore di Cesena il 20 marzo del 1933, ma da oltre 50 anni viveva a Brescia.
Ebbe un solo grande rammarico, quel mondiale giocato in Italia nel 1990: "Avremmo meritato di vincerlo, siamo stati sfortunati. Noi non perdemmo mai sul campo, sei vittorie e un pari, e arrivammo terzi, l'Argentina fu sconfitta due volte e andò in finale con la vincitrice Germania. Però in quelle notti conquistammo gli italiani, il loro affetto fu travolgente. Infatti quell'Italia-Argentina resta una delle partite più viste in tv di tutti i tempi", raccontò.