“Eatbook Cibo e libri” a tavola con ‘'Gastromania' e 'Le Tre Minestre' a marzo. La rassegna a cura di Giacomo Pilati che mescola cibo e libri, promossa dall´Associazione Culturale Trapani Welcome, in collaborazione con Cantine Rallo, Trapani Tourism Service, Ai Lumi B&B e Cantina Siciliana, prosegue a Nuara, presso il Centro di Cultura Gastronomcia (via Bastioni 2 – Trapani) con gli ultimi due incontri culinari letterari a marzo (alle ore 18) per approfondire sei grandi libri, che hanno come tema principe la cucina, insieme agli autori, chef, giornalisti, scrittori ma soprattutto grandi appassionati di cibo.

Sabato 7 marzo l’appuntamento è con il semiologo e scrittore, Gianfranco Marrone, e il suo “Gastromania”. Il cibo è uscito dalla cucina per entrare trionfalmente in ogni aspetto delle nostre vite. “Mangiare bene è diventato una vera e propria ''esperienza'' da vivere”, la pensa così Gianfranco Marrone, autore del saggio ''Gastromania'' (edizione Bompiani), in cui la smodata passione per l'alimentazione viene spiegata e analizzata. Utilizzando riferimenti sia colti che popolari, dai testi sociologici e filosofici a citazioni di pubblicità, film e programmi tv, Marrone costruisce un testo ironico e piacevole, passando in rassegna per il lettore tutte le specialità umane che questa gastromania ci mette nel piatto.

Il 13 marzo sarà la volta di Andrea Vitali, vincitore di premi prestigiosi: Grinzane, Bancarella, Boccaccio, Campiello, Elsa Morante. Fra i suoi grandi successi: “Premiata ditta sorelle Ficcadenti, Quattro sberle benedette, Zia Antonia sapeva di menta, Biglietto signorina” Per Eatbook di Trapani, Vitali presenta “Le Tre Minestre”. Filo conduttore del romanzo sono le qualità attribuite ai cibi di casa. Le tre minestre che danno il titolo al racconto autobiografico di Andrea Vitali rappresentano, con un espediente letterario originale e spassoso, tre Ministre: dell’interno, degli Esteri e dell’Agricoltura. Sono le tre zie che hanno accompagnato gli anni della sua infanzia, preposte alla conduzione delle faccende domestiche, alla cura dell’orto di casa, all’educazione del protagonista e più particolarmente della sua educazione culinaria. Il racconto ruota attorno alle qualità attribuite ai cibi nella saggezza popolare, più particolarmente alle presunte virtù terapeutiche del pane di farina bianca, destinato a curare sia i malanni del vecchio nonno, sia le galline malate del pollaio di casa. Originario del lago di Como, l’autore propone uno spaccato di vita vissuta e di costume, con ironia e in sottotraccia una delicata nostalgia.