Sono passati 17 anni, ma non si è mai saputo chi abbia ucciso Emanuele Scieri, il parà siciliano trovato morto nella caserma "Gamerra" della Folgore di Pisa il 13 agosto 1999. La mamma del parà, Isabella Guarino, ha spiegato, di fronte alla Commissione d'inchiesta parlamentare sulla morte del militare che "C'è un buco nero, nessuno ci ha mai spiegato perché Emanuele non fu cercato subito, dalla notte del 13 agosto, quando non rispose al controappello alle 23",  sottolineando che nell'archiviazione il procuratore di Pisa scrisse una frase "incomprensibile: i militari della caserma erano stati avvertiti ma non informati. Non ho mai capitato quale fosse la differenza, questa frase mi ha sempre turbato".

Il presidente dell'associazione "Giustizia per Lele", Carlo Garozzo, si è detto sicuro che non si sia trattato di un suicidio: "Emanuele è stato ucciso da un atto di nonnismo o da un atto goliardico finito male. È stato lasciato ai piedi della torre agonizzante. In ogni caso è stato ucciso dalla caserma di Pisa, che non lo ha soccorso". Isabella Guarino non ha mai smesso di lottare ed è alla ricerca della verità su quella morte, avvenuta in un luogo ristretto e molto controllato, per spiegare la quale non ci sono motivazioni credibili. Sarà compito della Commissione fare luce sulla viccenda, con l'obiettivo di chiarire definitivamente le responsabilità di terzi.

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