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Esplosione a Barcellona Pozzo di Gotto: chi sono le vittime

Esplosione Barcellona Pozzo di Gotto, hanno un nome le cinque vittime. Ieri pomeriggio hanno perso la vita nelle esplosioni che hanno sventrato gli edifici della ditta Costa, che produce e commercializza fuochi d’artificio. Fino a poche ore fa era stato diffuso soltanto il nome di una vittima: Venera Mazzeo, 71 anni, moglie del titolare. A lei si aggiungono i nomi di Mohamed Taeher Mannai, 39 anni, Giovanni Testaverde, 34 anni, Fortunato Porcino, 36 anni, Vito Mazzeo, 23 anni. Ci sono anche alcuni feriti: Nino Costa, ricoverato a Palermo con gravi ustioni, e Nino Bagnato.

Sono in corso le indagini per fare chiarezza sulla vicenda. Il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele Crescenti, ha spiegato: «È stato il comitato della Prefettura e della Questura a disporre questi lavori di messa in sicurezza nella fabbrica affidati poi ad una ditta esterna. Questo perché era una delle fabbriche considerate a rischio vista la tipologia di prodotti trattati».

«È incredibile – ha aggiunto – nel 2020 morire per poter lavorare ed è questa la cosa più triste. E poi c’è il paradosso è che i lavori dovevano aumentare le condizioni di sicurezza. L’esplosione è avvenuta in un casotto, la signora Costa, la prima vittima, era in un altra stanza, ma è stata colpita dall’onda d’urto. Il figlio ha tentato di salvare la madre e si è procurato delle ferite molto rilevanti ed è all’ospedale di Palermo in gravi condizioni».

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«L’indagine – ha concluso – richiede accertamenti tecnici, verifiche, analisi, non è un’indagine che si fa in brevissimo tempo. La prima ipotesi è che le scintille causate da un flex o da una saldatrice siano andate a finire non sull’esplosivo, ma su un colorante che ha fatto da miccia per l’esplosione. Procediamo per omicidio colposo plurimo e per disastro colposo».

L’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali delle vittime. «Lasciamo lavorare gli investigatori – ha detto il sindaco, Roberto Materia -. Posso solo dire che per noi è una tragedia di proporzioni enormi. La fabbrica della famiglia Costa è molta antica e ben nota in città»

Redazione