coda_sportelliRichiede 10 euro all’ora per fare la fila per voi negli uffici pubblici. Il protagonista di questa vicenda è Giovanni Cafaro, 42 anni, salernitano e disoccupato dalla scorsa estate. Da 12 anni a Milano, Cafaro si è laureato in Scienze della Comunicazione per poi ottenere un lavoro come direttore marketing di un’azienda di abbigliamento che ha chiuso i battenti lo scorso luglio. La sua storia sta facendo il giro non solo in Italia, ma anche sui siti esteri come il Guardian, le Figaro e leParisien.

«Ci sono due piaghe in Italia», ha scritto Lizzy Davies del Guardian: “La disoccupazione di massa e le lunghe code per i più basilari compiti burocratici. Un uomo però – continua – ha trovato un modo per combattere un problema e sfruttare l’altro: diventare un professionista della coda per 10 euro all’ora”.

Cafaro si è offerto disponibile sette giorni su sette e da quando si è proposto per questa “curiosa” occupazione afferma di aver ricevuto richieste da Rimini, La Spezia, Napoli.

“Se va bene, mi espanderò e metterò su un’agenzia – ha affermato il salernitano – Parlo inglese e ho una laurea, ma non penso di andare all’estero. Sarebbe una sconfitta. Sarebbe come gettare la spugna. Il futuro è qui. Il mio futuro è qui”.

“Si è forse inventato il mestiere del futuro?”, si domanda Alexandre Hiélard di Le Parisien, sotto il titolo «Un disoccupato si affitta a 10 euro l’ora per fare la coda al posto vostro. Questo italiano disoccupato si è trovato un nuovo lavoro di cui ha inventato anche il nome: L’uomo paziente”.

Cafaro ha pubblicato un vero e proprio annuncio in cui si presenta come “professionista affermato e serio”, offrendo svariati servizi quali il disbrigo di pratiche burocratiche, commissioni con code agli sportelli di banche, assicurazioni, poste, Asl e quant’altro, perfino autista o personal shopper.

Nella mezzo di una disoccupazione dilagante un italiano si è inventato un modo, discutibile o meno, per trasmettere la grave situazione che il nostro Paese sta attraversando dal punto di vista lavorativo ed economico. Chissà che la sua “proposta” non gli possa fruttare più di quello che uno stipendio medio oggi offre ai giovani.