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Vivide immagini di pesci spiccano su speciali piatti di ceramica, detti appunto da pesce, prodotti da artigiani greci siciliani e risalenti a 2400 anni fa. 

Risaltano con fresca immediatezza nel colore naturale dell’argilla, sul fondo verniciato di nero, svariate specie ittiche, talvolta individuabili tra quelle tuttora utilizzate. Muti testimoni, in un certo senso, della multiculturalità della città, indicano l’assimilazione dei costumi alimentari greci presso la popolazione punica (provengono dal contesto della necropoli punica di Palermo). 

Che all’uso punico di mangiare il pesce semplicemente arrostito o lessato si sostituisca infatti l’abitudine greca di consumarlo in tranci e accompagnato con sughi e intingoli è documentato dalla presenza di un dettaglio tecnico, ovvero la presenza di una fossetta centrale per la raccolta del condimento. 

Ciò anche a conferma di quanto il famoso cuoco Archestrato di Gela scrive nel suo poemetto gastronomico, Le Delizie della tavola, dove elenca diverse decine di specie di pesci, crostacei e molluschi e del modo di cucinarli.

In esposizione fino al 31 Ottobre 2015 alla mostra "Nutrire la città. A tavola nella Palermo antica"
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