Frutta martorana e Pupi di zucchero - Foto di Adele BucchieriNella provincia di Palermo e Trapani è nato un dolce che è diventato uno dei simboli della Sicilia. Stiamo parlando della buonissima frutta di Martorana, cibo inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) ed è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano.

Il nome è molto curioso e gli è stato affibbiato per via della tecnica di preparazione e confezionamento che terminano nella riproduzione estetica della frutta locale più gettonata. Ad essere onesti ogni tanto si vedono anche ortaggi o pesci.

 

All'interno la frutta di Martorana somiglia al marzapane, sebbene rispetto a questo sia molto più dolce e saporita. La ricetta base prevede esclusivamente farina di mandorle e zucchero.

Viene preparata soprattutto nel mese di Novembre in occasione delle celebrazioni della Festa dei Morti.

 

Ma perchè si chiama frutta di Martorana?

Si chiama “frutta”, perchè le sue forme richiamano la frutta tipica locale.
Invece si chiama “di Martorana” in onore della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del re Normanno Ruggero II. La tradizione, infatti, vuole che all'interno del monastero benedettino (fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194 proprio vicino alla chiesa summenzionata) le suore preparassero questo prodotto per poi venderlo fino alla metà del 1900.

Ma come nacque questo prodotto tipico siciliano?

 

Secondo una nota tradizione, la frutta di Martorana è nata perché le suore del convento volevano abbellire la loro dimora in occasione di una visita papale. Per questo vollero sostituire i frutti raccolti dal loro giardino (che marcivano e appassivano) con dei nuovi frutti fatti con mandorla e zucchero.

Ricetta: come si prepara la frutta di Martorana?

 

Ingredienti

 

Per la pasta di mandorle:

 

500 g di mandorle pelate

500 g di zucchero

125 ml di acqua

Una bustina di vanillina

 

Per decorare:

 

Coloranti alimentari vari

Gomma arabica

Piccioli e foglie di plastica

 

Preparazione della frutta di Martorana

 

Come primissima mossa bisogna pelare le mandorle e macinarle fino a ridurle in farina.
Poi si prende lo zucchero e lo si scioglie nell'acqua a fuoco lento, fino a portare ad ebollizione.
Una volta raggiunta l'ebollizione, spegnete la fiamma e aggiungete al contenuto della pentola della vanillina e la farina di mandorle. Mescolate il tutto fino ad ottenere una morbida amalgama liscia e compatta, che tenderà a staccarsi da sola dalle pareti del tegame.

Bagnate un ripiano di marmo con dell'acqua e poi versatevi l'impasto.
Quando sarà tiepido lavoratelo un altro po' per rendere la pasta ancora più liscia ed omogenea.

Non resta quindi che modellare la pasta di mandorle a mò di frutta o ortaggio (o della forma che volete) e lasciate poi la sagoma a riposare per qualche ora prima di rifinirla con i colori e il lucido e con altre eventuali decorazioni del caso.

Nota. Sebbene la frutta di Martorana sia una tradizione palermitana e sebbene io sia della provincia di Palermo, il mio palato è rimasto spiazzato dalla delicata bontà di una preparazione catanese della quale, purtroppo, non so dirvi di più.
 

Autore | Viola Dante;

Foto di Adele Bucchieri