L’arte del gin è roba antica. Il distillato di ginepro veniva usato già nel XII secolo a scopo medicinale per curare problemi gastrici. L’apprezzamento di questo distillato parte proprio dalla sua storia e da quella connotazione chiara e ben distinta del ginepro. Certamente è il principe dei cocktail: un buon gin riesce a dare anima anche alla stessa acqua. Il segreto di questo distillato è questo e l’esplosione degli ultimi anni si configura ad una vita conviviale sbilanciata verso l’aperitivo, l’apericena e la piacevolezza di un drink sorseggiato con molta libertà.

 Sono così nate delle realtà produttive che, differenziando ricette, modalità, procedimenti, hanno notevolmente ampliato l’offerta fornendo nuovi spunti alla creatività di chi propone i più disparati abbinamenti.

Spesso ci si trova però dinanzi a prodotti “creati” allo scopo che hanno il sapore di aromatizzazioni commerciali con un valore relativo esclusivamente orientato al soddisfacimento del gusto.

Fa veramente piacere imbattersi in prodotti che invece partono dal prodotto e dalla “madre” che lo ha generato. Un esempio? Ginacria. Il distillato nasce in Sicilia… da genitori siciliani: tutto viene fatto in terra di Sicilia. In tutto ciò non voglio fare il meritato elogio alla mia Sicilia ma ritengo che sia da elogiare la ricerca che parte dalla propria terra, qualunque essa sia. In questo modo riusciamo a diversificare con prodotti che portano dentro di sé la storia della propria terra. Prodotti che raccontano la terra.

Ginacria nasce da queste premesse. E’ un raro esempio di micro produzione artigianale nato dall’amore di Dario Rinaldi per la sua terra. Lui ci mette la faccia oltre che il suo impegno anche “manuale” e la sua scienza da agronomo. La microdistilleria nasce a Nissoria (EN) e Dario è partito da con grande umiltà investendo innanzi tutto nello studio. Poi si è dedicato alla produzione partendo dal territorio e dai suoi prodotti. Il risultato è un gin che porta dentro di sé la sua terra e l’amore di chi la ama visceralmente. Il ginepro proviene dall’Etna e tutti i prodotti utilizzati dalla terra di Sicilia.

 

Note di degustazione

Al naso si nota subito il carattere deciso e molto particolare del ginepro dell’Etna. Il sentore chiaro del ginepro risulta smussato da una nota balsamica che lo apre piacevolmente alla manifestazione chiara delle note agrumate da buccia di arancia rossa. I profumi secondari sono complessi ma mai aggressivi. Si fondono assieme lievi note speziate e un piacevole ricordo di anice siciliana.

In bocca si ha la conferma delle note olfattive. Il ginepro dell’Etna porta dentro quel terroir “lavico” che prende quasi per mano il sorso tra le papille gustative per rilasciare le note balsamiche e agrumate che rimangono a lungo nella memoria gustativa. 

In conclusione siamo davanti ad un gin di alto lignaggio. Un gin dal carattere siciliano che merita di essere preso in considerazione. 

 

Usi e abbinamenti.

Ginacria è molto versatile, direi “istrionico”. Ai cocktail conferisce quel tono e quel tocco di eleganza che fa di ogni sorso una piacevole esperienza. Troviamo ideale il tuffo nell’acqua tonica e vi invitiamo a provarlo in aggiunta ad una acqua frizzante. Semplice. Potrete sentire tutto ciò che questo “nobile” gin porta con sé. Agli affezionati della meditazione postprandiale raccomandiamo un fine pasto con un dito di Ginacria ma vi assicuro che sul pesce marinato l’acqua-bollicine e Ginacria ha il suo perché.

https://www.nysuradistillery.com/

Calogero La Vecchia